Gobbi e la tela contraffatta L’esperto non dissipa i dubbi

Nuova udienza del processo per contraffazione di opere d’arte il veneziano Massimo Emilio Gobbi, l’attore (oggi è regista) che in Gomorra impersonò l’imprenditore veneto che portava rifiuti tossici...

Nuova udienza del processo per contraffazione di opere d’arte il veneziano Massimo Emilio Gobbi, l’attore (oggi è regista) che in Gomorra impersonò l’imprenditore veneto che portava rifiuti tossici in Campania. Avrebbe messo in vendita un finto Afro facendo riferimento a una galleria d’arte trevigiana. Ieri ha testimoniato un esperto cui all’epoca Gobbi sottopose il quadro per attestarne l’autenticità. Il teste ha confermato che aveva notato come il quadro fosse stato trattato con olio di lino cotto, usato talvolta per invecchiare tele contraffatte. «Tuttavia – ha aggiunto – talora il liquido è usato anche per tele particolarmente secche e invecchiate». Impossibile quindi ogni valutazione, e processo aggiornato.

Gobbi, difeso da Leandro Rigobello non avrebbe mai negato che il quadro fosse una grossolana patacca sostenendo tuttavia di essere stato truffato a sua volta. «Sono collezionista, avevo un Afro che valeva 100 mila euro e l’ho affidato alla galleria trevigiana perché me lo vendesse. Due mesi più tardi l’opera mi è stata restituita invenduta. Peccato mi sia stato dato indietro un grossolano falso. Ho fatto denuncia, ma sono finito io sotto inchiesta. Assurdo: il danno e la beffa». (s.g.)

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