Chiuso l’ultimo forno del paese, a Preganziol ora il pane si compra nei bar
Iniziativa promossa dal Comune di Preganziol insieme ad Ascom Confcommercio Treviso per riportare un servizio essenziale nella frazione di San Trovaso, rimasta senza panificio dopo la chiusura dell’unica attività presente

È partito ieri, 4 maggio, il progetto “Il Pane Resta Qui”, l’iniziativa promossa dal Comune di Preganziol insieme ad Ascom Confcommercio Treviso per riportare un servizio essenziale nella frazione di San Trovaso, rimasta senza panificio dopo la chiusura dell’unica attività presente.
Da ieri i residenti possono acquistare pane e prodotti da forno nei bar “Mi e Ti” e “La Svolta”, dove è stato allestito uno spazio dedicato alla vendita con la fornitura del panificio Aiolo Loris di Preganziol.
Un avvio atteso, che dà una risposta a una criticità sentita soprattutto da anziani e persone con difficoltà negli spostamenti.
«L’amministrazione comunale e Ascom Confcommercio hanno lavorato in questi mesi perché la chiusura del panificio che serviva San Trovaso si trasformasse in un’opportunità, costruendo un patto comunitario tra istituzioni e operatori economici», sottolinea la sindaca Elena Stocco, ricordando che «fare squadra per garantire la continuità di un servizio essenziale come la vendita del pane è un’azione che va oltre l’aspetto commerciale».
Il progetto punta a diventare un modello di prossimità, capace di tenere insieme servizio e relazioni. «I pubblici esercizi si trasformano in esercizi di prossimità e diventano un punto di riferimento per i residenti», evidenzia l’assessore Stefano Mestriner. Fondamentale anche il ruolo di Ascom, che ha seguito gli aspetti tecnici e amministrativi e ha accompagnato gli esercenti nell’avvio: «Il nostro impegno è contrastare la desertificazione commerciale e mantenere servizi essenziali per la vivibilità urbana e la coesione sociale», spiega il presidente Federico Capraro.
Il Comune sostiene l’iniziativa anche con un contributo di 1. 500 euro per il coordinamento. Accanto alla parte istituzionale c’è la risposta di chi vive la frazione ogni giorno: «Quando ci è stato proposto di aderire non abbiamo avuto esitazioni», raccontano Mari e Roberto del bar “Mi e Ti”.
«Da anni il nostro bar è un punto di incontro per San Trovaso e la mancanza del pane si è fatta sentire subito, per questo abbiamo scelto di fare la nostra parte». Un impegno che nasce da un legame forte con la comunità locale: «Ci siamo messi in gioco per aiutare il paese che dopo 19 anni è diventato casa nostra».
L’iniziativa avrà una fase sperimentale di un anno, con monitoraggio dei risultati, per valutarne sostenibilità e impatto e capire se il servizio potrà stabilizzarsi, trasformando una difficoltà in una soluzione concreta e duratura.
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