Giovani specializzandi in corsia Quattro da gennaio in Medicina

Carenza di medici nelle corsie trevigiane, arrivano i rinforzi. La Regione ha appena sbloccato le assunzioni di 22 medici specializzandi e altri 80 giovani sono in via di assunzione per tamponare la penuria di camici bianchi negli ospedali.
Per l’Usl 2 la prima iniezione di organico prevede l’arrivo di 4 medici specializzandi a gennaio che saranno dislocati tra il Ca’ Foncello, il San Giacomo di Castelfranco e l’ospedale di Oderzo. «Verranno arruolati nei reparti di Medicina perché sono quelli in maggiore sofferenza» sottolinea il direttore generale dell’Usl 2 Francesco Benazzi. Mossa non casuale visto che l’inverno porta con sé l’emergenza influenza e l’incremento esponenziale dei ricoveri di anziani, alle prese con le complicanze del virus. «Dei 4 medici specializzandi che ci verranno assegnati a gennaio, uno verrà collocato a Treviso, un altro a Castelfranco e altri 2 a Oderzo».
IL FABBISOGNO
Per soddisfare la costante emorragia di professionisti ospedalieri, l’Usl di Marca non si è fermata qui e ha già avanzato un altro paio di richieste di specializzandi alla Regione.
L’altro nervo scoperto è il Pronto Soccorso di Treviso, ed è lì che bisogna intervenire, visto che i concorsi vanno a vuoto ed è sempre più complicato trovare medici disposti a lavorare nell’ambito dell’Emergenza-Urgenza. «Abbiamo chiesto 10 medici specializzandi che dovrebbero arrivare a fine gennaio» conferma il manager della sanità trevigiana.
Altra partita aperta riguarda un ulteriore potenziamento delle Medicine che entrerà “in vigore” a primavera. «Abbiamo chiesto alla Regione degli altri specializzandi: ce ne servirebbero almeno 5 per l’ospedale di Castelfranco, 4 per Treviso e 4 per Montebelluna» dice il dg Benazzi.
Solo così potranno essere tolti i segni “meno” che oggi attanagliano le piante organiche di questi tre ospedali della Marca. Oggi infatti, per sopperire, alcune strutture sanitarie dell’Usl 2 stanno appaltando interi servizi alle cooperative, è il caso delle guardie anestesiologiche a Vittorio Veneto e di quelle pediatriche a Conegliano.
LE POLEMICHE
Nonostante la contrarietà espressa da Ordini dei Medici e dall’Anaao Assomed, il sindacato più rappresentantivo dei medici ospedalieri– che da tempo denunciano l’indebolimento dell’offerta della sanità pubblica, sempre più bistrattata, a favore di quella privata– Benazzi non ha dubbi: «Per noi l’operazione di introdurre gli specializzandi nei reparti è una vera boccata d’ossigeno. E con lo stesso spirito andremo a rafforzare la telemedicina per agevolare i nostri pazienti». —
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