Gentilini: «Salvini a processo? Sono io il primo condannato»

Il personaggio
«Il primo leghista ad essere condannato in Cassazione è stato il sottoscritto. Salvini? Se sarà condannato, sarà il secondo dopo Gentilini. Io per primo ho portato la Lega alle stelle, io per primo ho parlato di porti chiusi e di filo spinato contro l’immigrazione».
Giancarlo Gentilini, lo “sceriffo” del Carroccio, è infastidito dal fatto che nessuno si ricordi di SuperG nei giorni in cui l’aula del Senato ha deciso di dare il via libera alla richiesta di autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini, presentata dal Tribunale dei ministri di Palermo, che lo accusa di sequestro di persona per aver bloccato, quando era ministro dell’Interno, lo sbarco dei migranti a bordo della Open Arms. I voti a favore della relazione della giunta per le elezioni sono stati 141 e non hanno quindi raggiunto la quota necessaria, ovvero la maggioranza assoluta pari a 160, perché il parere della giunta, contrario all’autorizzazione, fosse confermato. La procura della Repubblica di Palermo accusa l’allora ministro dell’Interno di sequestro di persona aggravato. Il precedente più noto di simili disavventure riguarda appunto Gentilini: nel 2016 la Cassazione lo ha riconosciuto colpevole, in via definitiva, di «incitamento all’odio razziale», per le frasi razziste pronunciate contro gli extracomunitari durante una festa dei Popoli a Venezia. Genty venne condannato a 4 mila euro di multa e al divieto di partecipare a comizi politici per tre anni, con pena sospesa. Per la Suprema corte «Gentilini era consapevole del contenuto discriminatorio delle idee propagandate e poste a base della conseguente istigazione», e «le affermazioni specifiche e puntuali dell’idea fondamentale, di contenuto discriminatorio e razziale, erano posta a base, in modo esplicito e implicito, del suo discorso». E ora l’ex sindaco sottolinea: «Non sono secondo a nessuno. E ricordo che se non avessi vinto le elezioni nel 1994 la Lega non sarebbe diventata quello che poi è diventata. E quindi esigo rispetto e riconoscenza, merce sempre più rara». Anche in Lega, a quanto pare.—
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








