General Filter, dal sogno americano all’azienda trevigiana da 25,7 milioni
Nata dall’intuizione di Odone Polin dopo l’esperienza negli Stati Uniti, General Filter oggi conta 153 dipendenti e un fatturato di 25,77 milioni di euro. La famiglia Polin, arrivata alla quarta generazione, punta su internazionalizzazione, acquisizioni e ricerca

Il sogno americano si è realizzato una volta tornati a casa. La storia di General Filter nasce da un’intuizione tutta italiana nata oltreoceano, quando Odone Polin nei primi anni ’50 emigrato per cercare fortuna brevettò un tipo di filtro sconosciuto in Italia.
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Negli States era un operaio nel campo delle costruzioni, finito il turno, però, scendeva nei sotterranei e si dedicava alla sua passione: la costruzione di filtri. Era il 1965 quando è tornato in Italia e ha aperto la ditta individuale Polin Odone, l’antenata della General Filter, che oggi è tra i leader nella produzione di apparecchi per la filtrazione di liquidi e gas.
Nel 2025 l’azienda ha realizzato 25,77 milioni di euro di fatturato, in crescita dell’1,4%, con 153 dipendenti e un utile di 345.707 euro. La General Filter verrà premiata domani a Palazzo Giacomelli nel format “Una famiglia un’impresa” promosso e ideato dalla Tribuna di Treviso.
Dal prodotto alla vendita
Il successo di Odone è stato creare un prodotto ancora inesistente in Italia. Ma non era ancora il punto di arrivo. Nel 1976 coinvolge i suoi 4 figli nel progetto e nasce la General Filter, l’obiettivo era entrare nel mercato e dirigerlo.
«Abbiamo iniziato ad avere i primi clienti e nel 1981 abbiamo aperto una filiale a Milano perché avevamo bisogno di vendere il nostro prodotto e il mercato gravitava lì, 45 anni fa, e bisognava essere presenti fisicamente perché altrimenti non ti prendevano neanche in considerazione», racconta Giovanni Polin, oggi presidente dell’azienda che guida insieme ai suoi tre figli Alessandra, Jessica e Juan Ramon.
«Negli anni abbiamo migliorato la tipologia di filtri, siamo passati da una qualità media bassa fino ad una sempre maggiore efficienza per dare un qualcosa di innovativo al mercato, specialmente quello italiano».
Il passaggio di testimone
Nel 1991 un’altra svolta. «Mio padre chiamò me e le mie sorelle dicendo: “Ok, adesso mi fermo, andate avanti voi, ormai siete grandi, potete farcela e io mi dedico ad altro”. Per me è stato un problema: mio padre era il freno al mio acceleratore».
L’attuale presidente ha sempre avuto la fretta di crescere. Rileva le quote delle sorelle e già ha lo sguardo altrove: «Non c’è solo l’Italia, i mercati interessanti sono anche fuori». Giovanni Polin aveva deciso di internazionalizzare l’azienda: «Volevo fare quello che i nostri concorrenti non avevano ancora pensato di fare: aprire nuovi mercati all’estero».
Prima hanno aperto la divisione spagnola a Madrid, poi quella francese a Malataverne, quella turca a Istanbul e, infine, le più recenti, in Finlandia e in Grecia. L’azienda trevigiana ha trasformato la sua presenza internazionale in una rete che oggi raggiunge Europa, Medio Oriente, Nord Africa e Sud America, con cinque presidi commerciali tra Italia, Spagna, Francia e Turchia.
Le acquisizioni
Oltre alle sedi estere, la General Filter negli ultimi anni ha messo a segno diverse acquisizioni. Nel 2024 è entrata per il 30% nel capitale della Kaarinan Suodatintekniikka Oy, una società finlandese, produttrice di filtri con sede nell’area di Turku e una forte presenza nei Paesi scandinavi.
L’operazione è stata presentata come un modo per rafforzare il presidio del Nord Europa e disporre di una base produttiva in Finlandia. Nei giorni scorsi è stata annunciata una seconda acquisizione sempre in Finlandia. «Lo abbiamo fatto per consolidare i risultati e per dare un maggior sviluppo alla produzione, sfruttando anche la leva commerciale». Adesso la General Filter guarda al Sud. Al Sud America e a Cuba, un mercato particolare, racconta la famiglia, di cui è fiera.
La ricerca e sviluppo
Se la seconda generazione - Giovanni- ha innovato guardando oltre i confini, la terza, rappresentata da Alessandra, Jessica e Juan Ramon, ha guardato dentro al prodotto. «Negli ultimi anni abbiamo valorizzato il reparto di ricerca e sviluppo, dedicando un’intera area: il futuro sarà quello di sviluppare nuovi prodotti e ricercare nuove materie».
Il prossimo futuro di General Filter vede la creazione di filtri sempre più all’avanguardia da utilizzare nel campo medicale, dell’elettronica, oltre che quello alimentare. Il laboratorio interno serve proprio a questo, migliorare la qualità e la performance per creare prodotti sempre più sofisticati. «Vogliamo offrire sicurezza in ambiti dove è imprescindibile», commenta Polin.
Un affare di famiglia
Il futuro della General Filter corre veloce verso l’innovazione, ma le radici rimangono ben piantate per terra. Quando il presidente parla della sua azienda parla di Dna, quello che ha portato Odone a scoprire il business in Usa e per poi farlo fruttare in Italia. Il suo merito è aver intravisto possibilità di espansione dove gli altri non avevano osato guardare.
Quello dei suoi figli: l’altissima specializzazione per continuare ad eccellere in un mercato sempre più esigente. La famiglia resta sempre al centro. «Molte aziende arrivate al nostro livello tendono a vendere. Continuiamo ad avere manifestazioni di interesse da altre realtà. Ma siamo noi che non siamo interessati. Il segreto che ci ha fatto crescere è che la persona è rimasta sempre al centro.
Ancora oggi dopo 50 anni ricordo quello che mi ha insegnato mio padre: vai a trovare il tuo cliente, così come devi andare a trovare il tuo fornitore, perché lo devi vedere in faccia e devi assaporare le sensazioni che ti trasmettono, perché quelle sensazioni rimangono ancora le cose importanti. E lo saranno anche in futuro».
Giovanni ha fatto lo stesso discorso ai suoi figli, che a loro volta lo hanno fatto ai loro. «È iniziata già la quarta generazione, perché i miei nipoti hanno cominciato a lavorare all’interno dell’azienda, sono giovani, ma entusiasti. Anche loro sanno che la persona viene prima di moltissime altre cose. È sempre stato il mio sogno, come prima lo è stato di mio padre».
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