Gender pay gap: nelle grandi aziende le trevigiane guadagnano 3.300 euro in meno
I dati sono stati presentati durante il convegno “Equamente al lavoro”, della Regione del Veneto in collaborazione con Veneto Lavor

Il gender pay gap si fa sentire anche nella Marca: le donne trevigiane guadagnano 3.300 euro in meno rispetto agli uomini nelle aziende con più di 50 dipendenti. Le differenze di retribuzione si fanno sentire anche nel settore pubblico, dove il genere femminile è il maggiormente rappresentato ma gli uomini percepiscono il 2,8% in più.
Mercoledì 17 aprile, l’Auditorium Sant’Artemio della Provincia di Treviso ha ospitato il convegno “Equamente al lavoro”, campagna della Regione del Veneto in collaborazione con Veneto Lavoro per la promozione della parità retributiva. «Nelle aziende con oltre 50 dipendenti, il gap è ridotto nei livelli più bassi ma aumenta fino a raggiungere più del 24% tra i dirigenti - spiega Tiziana Botteon, consigliera di parità della Provincia di Treviso - La Marca è al 34° posto in Italia per Gpg e non ci fa molto onore, considerando anche che i giovani preferiscono prestare la loro forza lavoro nelle province vicine».
Barbara Camerin, presidente Commissione Pari Opportunità dell’Ordine Avvocati di Treviso ha portato la riflessione sugli interventi normativi in atto per contrastare il divario salariale: «Le avvocate non hanno superato il numero di avvocati ma siamo molto vicini. C’è la necessità di una svolta nella libera professione, soprattutto per tutelare le donne».
«Stiamo parlando di un cambiamento culturale, che non si verifica se prima non c’è una trasformazione individuare - continua Barbara Barbon, presidente Comitato Imprenditoria Femminile CCIAA Treviso - Belluno - Aumentare la consapevolezza permette di capire alle donne quali siano le nostre potenzialità e i limiti su cui lavorare per poi porci di fronte alle istituzioni in modo più efficace ed efficiente». La prospettiva, quindi, sta cambiando? Risponde Rossana Careddu della CGIL: «Le nuove generazioni, rispetto al tema di genere e di conciliazione di vita e lavoro, spingono verso una maggiore equità». Fanno eco le parole di Alessia Salvador della Cisl: «Ci sono degli strumenti che permettono alle donne di essere più presenti nel mondo del lavoro, come la flessibilità dell’orario di lavoro e il welfare aziendale».
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








