Rubano offerte in chiesa, il sacrestano li vede e li ferma

L’episodio è avvenuto alla basilica della Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza. I ladri sono stati sorpresi grazie all’impianto di videosorveglianza collegato alla canonica: sono andati via a mani vuote

Rosario Padovano
La basilica della Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza
La basilica della Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza

Dopo il furto sacrilego compiuto a Meduna di Livenza i ladri hanno tentato il colpo, in maniera forse più furba ma senza riuscire nel loro intento, alla basilica della Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza.

Non ci sono denunce, forse perché i frati non hanno ritenuto opportuno presentarsi dai carabinieri, visto che non è stato portato via nulla. Ma tra prima e dopo Ferragosto i tentativi, pur goffi, sono stati numerosi.

I ladri hanno cercato di rubare le offerte, ma sono andati via a mani vuote. Analoghi tentativi, sempre di furti delle offerte, sono avvenuti anche nel duomo di San Nicolò, in centro a Motta.

Basilica e duomo si trovano in due piazze distinte e i ladri possono avere studiato una strategia diversa per la fuga. Attorno alla basilica ci sono dei parcheggi, mentre per rubare nel duomo si deve camminare necessariamente sull’isola pedonale.

Al di là di questi aspetti c’è però un eroe silenzioso in tutta la vicenda legata ai tentativi di furto non andati a buon fine, per fortuna, nella basilica della Madonna dei Miracoli. Ora, non è la prima volta che usano questa tecnica e non sarà manco l’ultima. A notarla è stato il sacrestano della basilica. «Purtroppo i tentativi sono stati numerosi, almeno quattro o cinque volte negli ultimi giorni - ha spiegato il collaboratore dei frati - hanno tentato il furto nelle cassette delle offerte. Hanno provato a portare via il denaro con un magnete e anche con un metro, solo che non hanno fatto i conti con il mio intuito», ha aggiunto il sacrestano. In pratica il sacrestano è appostato poco distante dall’ingresso principale, in una stanza privata in cui nessuno può accedere.

Qui ci sono alcuni monitor attraverso cui il sacrestano controlla i movimenti nel luogo sacro. «Sono sicuramente italiani quelli che hanno tentato i furti, perché cacciandoli ho parlato con loro. E sono anche cattolici, perché uno si è genuflesso dinanzi al Santissimo, un altro invece si è segnato entrando nella basilica». Per il sacrestano è stato facile riconoscere il tentativo di furto.

«Avevo notato, in almeno tre casi che sostavano per alcuni minuti a ridosso delle cassette delle offerte e maneggiavano qualcosa che poi ho scoperto essere un metro o un piccolo filo con il magnete. Quando ho notato queste scene ho fatto il mio ingresso in basilica. Se alcuni si sono accorti della mia presenza, percependo che le cose si stavano mettendo male, altri invece sono rimasti quasi impassibili quando io li ho richiamati. E alla fine li ho cacciati. Denunce? Non le abbiamo ancora presentate».

Sul furto nella chiesa di Meduna, invece, il parroco don Luigi Nonis non si dà pace a seguito dell’accaduto. In questo frangente sono stati rubati un mixer e due casse acustiche del valore di qualche centinaio di euro. Si pensa a una ragazzata, mentre a Motta a tentare di rubare le monete ci sono solo adulti.

 

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