Furto nella gioielleria “Corona” di Oderzo: forzano la porta, poi la fuga
Dopo aver forzato la porta d'ingresso e aver cosparso i locali con la polvere di un estintore, i malviventi hanno infranto le teche espositive impossessandosi di alcuni gioielli

Colpo nella notte nel cuore di Oderzo. Una banda composta da quattro o cinque persone, con il volto travisato, ha preso di mira la Gioielleria Corona, in Piazza Grande. I ladri sono entrati in azione intorno alle 3.30 della notte tra mercoledì 2 e giovedì 3 settembre, riuscendo a forzare la porta blindata d'ingresso.
Una volta all'interno del negozio, i malviventi hanno cosparso i locali con la polvere di un estintore, probabilmente per rendere più difficoltosi eventuali interventi e lasciare meno visibilità. Quindi hanno infranto le teche espositive e hanno iniziato a raccogliere gioielli e orologi.
A far scattare l'allarme è stato proprio il sistema di sicurezza della gioielleria. Il titolare, che abita sopra il negozio, è stato svegliato e si è precipitato al piano inferiore. Quando si è trovato davanti i ladri ancora all'opera, questi ultimi avrebbero utilizzato nuovamente un estintore, nel tentativo di allontanarlo, prima di darsi alla fuga.

La banda sarebbe quindi salita a bordo di una Mercedes, che era stata lasciata parcheggiata nelle vicinanze, facendo perdere le proprie tracce.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Tenenza di Oderzo, che hanno avviato le indagini per identificare i responsabili. Gli investigatori passeranno al setaccio le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza della gioielleria e quelle del sistema di videosorveglianza cittadino, alla ricerca di elementi utili per ricostruire la dinamica del colpo e individuare il mezzo utilizzato per la fuga.
Sono ancora in corso gli accertamenti per stabilire con precisione l'entità del bottino. Al momento non è stato ancora quantificato il valore dei gioielli e degli orologi portati via.
Un colpo studiato nelle ore più buie della notte, nel pieno centro di Oderzo, che ora è al vaglio degli investigatori dell'Arma.
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