Frode in commercio: sotto inchiesta i vertici di un’azienda

Due gli indagati: avrebbero venduto 11.000 asciugastiratrici registrate come A+ quando invece erano di classe B 
Frigoriferi fotografati all' interno di un negozio di elettrodomestici a Pontedera. La Camera ha apporvato il dl Ecobonus che prevede tra l'altro la detrazione del 50% delle spese per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe non inferiore alla classe A+ per le case oggetto di ristrutturazione per un importo massimo di 10 mila euro. ANSA/FRANCO SILVI / KLD
Frigoriferi fotografati all' interno di un negozio di elettrodomestici a Pontedera. La Camera ha apporvato il dl Ecobonus che prevede tra l'altro la detrazione del 50% delle spese per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe non inferiore alla classe A+ per le case oggetto di ristrutturazione per un importo massimo di 10 mila euro. ANSA/FRANCO SILVI / KLD

VILLORBA. Avrebbero messo in commercio 11.000 asciugastiratrici registrate nella classe energetica A+, quando invece appartenevano come consumi e prestazioni alla classe inferiore B. Anche le capacità di carico erano difformi da quelle dichiarate: infatti l’elettrodomestico, denominato “Argento Professional”, avrebbe avuto una capacità di carico di 7 chili invece dei 9 dichiarati.

Per questo motivo il sostituto procuratore Anna Andreatta ha messo sotto inchiesta Nicola Lunardon, 40 anni di Montebelluna, legale rappresentante della società “House to House” spa di Villorba, e Luigi Balestrieri, 61 anni di Preganziol, come perito industriale, redattore di una certificazione con cui inseriva l’asciugatrice “Argento Professional” nella classe energetica A+. Diversi i reati contestati: dalla frode in commercio alla vendita di prodotti industriali con segni mendaci passando per la truffa.

Una quindicina per il momento le parti offese, tra le quali lo Stato italiano, in quanto, attraverso queste presunte false informazioni sulle caratteristiche dell’asciugastiratrice, gli accusati avrebbero indotto in errore gli acquirenti che non solo acquistavano un prodotto diverso da quello richiesto, pagandolo per le qualità pubblicizzate, ma anche portavano in detrazione il 50 per cento del costo del macchinario (ecobonus), con un grave danno allo Stato.

«Contestualmente - contesta il pm Andreatta agli indagati - conseguivano un ingiusto profitto consistente nel conseguimento del pagamento del prezzo dell’elettrodomestico venduto al quasi 2.000 euro per asciugastiratrice, che era stata invece acquistata dalla ditta produttrice slovena “Gorenja” al prezzo di 276 euro più Iva come prodotto rientrante in classe energetica di categoria B».

A fare scattare l’inchiesta, chiusa nei giorni scorsi, era stato uno dei venditori che si accorse che il prodotto non avrebbe presentato le caratteristiche promesse anche perché i clienti si lamentavano dei consumi eccessivi, che al contrario avrebbero dovuto essere “calmierati” dalla classificazione energetica A+. Il pm Andreatta ha formalmente chiesto il rinvio a giudizio di Lunardon e Balestrieri.—

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