Frode da 100 milioni: le intercettazioni a Drusian, il manager di Oderzo arrestato

Drusian si lamenta con il capo, uomo vicino alla camorra: «Troppi invii, non riesco a smaltire tutto quel carburante»

ODERZO. «Se adesso non ci sta che cosa devo fare? Dove me la metto, me la bevo? Non è che posso tenermi 200.000 litri dentro di benzina che ne ho 100 di capacità».

È una delle conversazioni intercettate dalla Procura di Pavia tra Mirco Alberto Drusian, quarantacinquenne attualmente agli arresti domiciliari, e Vincenzo Lamusta, detto “semidio” o “Gesù”, considerata la mente di una frode sulla benzina da centinaia di milioni di euro. Drusian, che nei giorni scorsi si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del gip, per gli inquirenti è socio e amministratore di fatto della società Drusian sas, che si è detta estranea ai fatti. 

 le telefonate

Per gli inquirenti Drusian diventa progressivamente sempre più centrale nello schema di frode carosello organizzato dalla banda. Dalle conversazioni intercettate emerge «l’utilizzo di Drusian da parte di Lamusta per collocare il maggior quantitativo di prodotto possibile e aumentare i guadagni. Sono molte infatti le conversazioni che attestano che le forniture inviate a Drusian vengono eseguite indipendentemente dai suoi ordinativi, tanto è vero che Drusian si lamenta più volte del fatto che non riesce a vendere tutto il prodotto e che non sa dove custodirlo».

«Con la benzina io sono pieno», afferma Drusian al telefono con Lamusta, «adesso mi stai arrivando un’altra benzina, io non so come farla stare! Me la berrò, come sempre. Però domani blocca». Drusian, in una telefonata successiva, spiega anche le sue difficoltà a vendere tutta la benzina che gli arriva. «Io non riesco a venderti tre autotreni di benzina domani, neanche se vuoi, neanche se vuoi te li vendo tre autotreni di benzina».

il sistema

La frode carosello (che prevede il passaggio di beni tra società di Stati diversi, con il fine di evadere il fisco) avrebbe interessato, secondo quanto è emerso dall’indagine coordinata dalla Procura di Pavia, il settore dei prodotti petroliferi. A capo dell’organizzazione persone vicine agli ambienti della camorra, legate al clan Polverino e anche alla criminalità romana (in particolare alla nota famiglia dei Casamonica).

Per gli inquirenti Drusian, accusato di associazione a delinquere finalizzata al falso in bilancio, appropriazione indebita e autoriciclaggio, «è anello imprescindibile nella catena delle frodi carosello... ricevendo per il ruolo svolto provvigioni in contanti». Ad insospettire le Fiamme Gialle pavesi era stato, già nel gennaio di un anno fa, il continuo transito di autocisterne contenenti idrocarburi dirette ad un deposito con sede a Vigevano (Pavia), riconducibile alla società «Tecno Petrol» di Milano. L’indagine, culminata con l’arresto di 13 persone (7 in carcere e 6 ai domiciliari), ha toccato diverse città e regioni italiane.

In Veneto avevano sede operativa i due più importanti acquirenti che poi vendevano gli idrocarburi direttamente ai distributori. Gli artefici della frode, infatti, stando alle accuse, avrebbero acquistato il combustibile, tramite società «cartiere» a loro riconducibili, da operatori con sede in Repubblica Ceca, Cipro, Croazia, Romania e Slovenia poi, grazie ad un giro di fatture false complessivamente quantificato in oltre 400 milioni di euro; riuscendo poi a rivenderlo a diversi clienti di tutta Italia o a utilizzarlo nei distributori stradali gestiti direttamente da loro in Piemonte, Veneto e Lombardia a prezzi molto più convenienti rispetto a quelli di mercato.

l’organizzazione

«A capo non c’erano semplici “colletti bianchi”», ha commentato il procuratore capo di Pavia, Giorgio Reposo, «si tratta di un sodalizio di pluripregiudicati i cui nomi sono ben noti alle cronache nazionali». Al vertice figurava Vincenzo Lamusta, romano di 45 anni chiamato «Gesù»; accanto a lui Nicandro Di Guglielmi detto «Romeo», romano di 41 anni domiciliato in una lussuosa villa nel quartiere della periferia di Roma est storica roccaforte dei Casamonica. 

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