Il maltempo spezza le lapidi del cimitero, il sindaco: «Il cambiamento climatico non rispetta i morti»

Il territorio comunale di Fregona è stato il più martellato dal maltempo. Ad Osigo le raffiche di vento e la pressione della pioggia hanno provocato il distacco di alcune lastre in pietra che ricordavano i defunti

Francesco Dal Mas
I danni causati dal maltempo
I danni causati dal maltempo

Il territorio comunale di Fregona è stato il più martellato dal maltempo. Ad Osigo, infatti, le raffiche di vento e la pressione della pioggia hanno provocato il distacco, da un muro del cimitero, di alcune lastre in pietra che ricordavano i defunti. Probabilmente si trovano già da tempo in condizioni di precarietà.

«Evidentemente i cambiamenti climatici non hanno rispetto neppure per i morti, non soltanto per i vivi. È vero, il Comune dovrebbe provvedere anche alla sicurezza del camposanto – ammette il sindaco Giacomo De Luca -, ma se non ha i soldi neppure per rimediare alla frana più piccola, immaginarsi se riesce a garantirseli per le lapidi della memoria».

Sempre ad Osigo, come pure in altri borghi della Pedemontana del Cansiglio, sono volate le tegole di case abbandonate o da tempo disabitate. Numerose anche le finestre finite in frantumi.

«La situazione più pericolosa – riferisce il sindaco di Fregona Giacomo De Luca – è quella di borgo Piai. Lungo la strada insiste una casa dalla quale, ad ogni situazione di maltempo, volano le tegole. E nella notte tra giovedì e venerdì, ne sono saltate parecchie, finendo pericolosamente sulla strada».

Il sindaco venerdì 7 agosto ha telefonato ai rappresentanti della proprietà invitando a mettere in sicurezza la copertura, perché costituisce un pericolo pubblico. La nottata di pioggia e vento ha messo in apprensione i residenti di Sonego, una frazione di Fregona, con un consistente numero di abitanti.

«Anche in questo caso – afferma il sindaco De Luca – si è temuto il crollo di alcune coperture». La preopccupazione maggiore, a Fregona, è data però dalle frane.

Tra il 2024 ed il 2025, si sono verificati smottamenti per circa due milioni di danni. «Il più grave si trova lungo la strada che porta verso Piadera per poi scendere a Sant’Andrea di Vittorio Veneto. Il sito – ricorda il sindaco – è transennato dall’anno scorso, in attesa di un intervento. Il Comune non ha i soldi per operarlo, come abbiamo più volte denunciato, e ad ogni precipitazione ci troviamo in apprensione per il timore che la frana si mangi l’intera sede stradale».

 

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