Agritech, i giovani che stanno cambiando l’agricoltura in Veneto
All’Its Academy Agroalimentare Veneto il corso per tecnico specializzato agritech forma nuove figure tra droni, sensori, dati e viticoltura di precisione. Tra gli studenti c’è chi punta alla qualità, chi all’azienda di famiglia e chi sogna una startup

La rivoluzione dell’agricoltura passa per l’Its Academy Agroalimentare Veneto e il suo corso sull’agritech, nuovo percorso di alta specializzazione tecnologica. Avviato lo scorso anno, conta già 20 studenti.
C’è chi arriva da un liceo delle scienze umane e da un primo anno universitario ed è appassionata di laboratorio, chi ha fatto anche il sesto anno alla scuola enologica Cerletti e ha scelto di specializzarsi per poter avere esperienze anche nella gestione, c’è chi punta a lavorare nel settore qualità e chi con le nuove competenze vuole occuparsi dell’azienda di famiglia o lanciare una sua startup.

E anche grazie all’utilizzo dei droni e alla capacità di interpretare i dati, si può diventare protagonisti di una nuova agricoltura.
Gli studenti
Tra i banchi e soprattutto sul campo, l’entusiasmo dei giovani corsisti del secondo anno del corso biennale “Tecnico specializzato agritech per la viticoltura sostenibile e di precisione” (che si tiene alla scuola Cerletti), è palpabile.
«Mi ritengo molto fortunato di aver studiato una serie di materie che ho potuto subito mettere in pratica», racconta Edoardo Curtolo, 22 anni di Ponzano, diplomato come perito chimico, che ha potuto toccare con mano le problematiche fitosanitarie del territorio veneto: dalla flavescenza dorata alla peronospora, fino all’oidio. «L’utilizzo di sensori e corsi di dronistica ci aiuta a migliorare la valutazione delle problematiche in tempo reale per decidere le prossime mosse nella lotta contro le malattie», aggiunge.

L’approccio sul campo ha visto protagonisti i ragazzi durante la stagione estiva grazie alla collaborazione con realtà del settore come la società Extenda Vitis. «Siamo andati in giro per tantissimi vigneti, aziende, tutta l’estate. Le nuove tecnologie e la sensoristica saranno il futuro dell’agricoltura e ci aiuteranno a ottenere rilievi, misure e elaborazioni di dati in modo molto più veloce e pratico», riferisce Luca Zanin, 24 anni di Conegliano.
Un’esperienza che ha permesso di osservare da vicino la gestione delle malattie, stabilire l’epoca di vendemmia attraverso perlustrazioni mirate e intercettare le innovazioni portate direttamente dai produttori.
Teoria e pratica
La tecnologia, tuttavia, si sposa anche con la chimica e la pratica di cantina. Denise Battistella, 22 anni di Azzano Decimo (Pordenone), traccia un bilancio positivo del primo anno: «Durante le lezioni sono venuta a conoscenza di molte patologie della vite con professori specializzati e ho avuto la possibilità di fare esperienza in un laboratorio di una cantina», riferisce.

«Sono molto contenta della mia esperienza e spero di poterla mettere in pratica anche nel secondo anno, magari in un altro laboratorio».
Alessandra Zerbato, 24 anni di Brendola (Vicenza) è al secondo anno del corso di tecnico specializzato per il processo produttivo e il marketing delle filiere agrifood, che dopo aver lavorato nel reparto imbottigliamento della cantina, punta al controllo qualità.
Corsisti destinati a trovare impiego, visto che la necessità di queste figure è arrivata proprio dal confronto con i consorzi di tutela, come ha ricordato il direttore dell’Its Academy Agroalimentare Veneto, Elia Casagrande. Quest’anno partirà anche un altro corso, distillati e mixologi, per formare tecnici che sappiano gestire gli impianti di distillazione e anche la parte di marketing. Per iscriversi ai tre corsi c’è tempo fino al 27 settembre.
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