L’agonia del cervo ferito in fuga: ritrovato esanime nel cantiere

Il caso a Fontigo. L’animale si era nascosto nel cantiere di un’abitazione: gravissimo per aver perso troppo sangue, è stato soppresso. L’ipotesi è che fosse terrorizzato dopo essere stato colpito da un bracconiere

Diego Bortolotto
Il cervo ferito nel cantiere
Il cervo ferito nel cantiere

Si è rifugiato all’interno di un cantiere, lì dove è riuscito a ripararsi, in un angolo di una casa in costruzione. Aveva delle gravi lesioni e le zampe fratturate, e aveva perso molto sangue, il cervo ritrovato domenica poco prima di mezzogiorno in via Chiesa a Fontigo.

Il cantiere era delimitato e di domenica non c’era nessuno al lavoro. Non si sa come l’animale sia arrivato lì, se stesse scappando da qualcosa o da qualcuno. Dietro si trovano distese di campi e a meno di due chilometri è situato il greto del Piave. Se il cervo sia arrivato da quella zona e sia stato impaurito da spari di qualche cacciatore, o peggio qualcuno l’abbia colpito e lui sia scappato, rimangono ipotesi.

I bracconieri

La presenza di bracconieri a Sernaglia purtroppo non sarebbe una novità. Negli anni scorsi nell’area naturalistica Fontane Bianche, proprio a Fontigo, erano stati rinvenuti scalpi di cervo e cinghiale, certamente non cacciati da altri animali. Come siano state spezzate le gambe, nessuno ha potuto verificarlo. L’ungulato era appoggiato sui muri e non poteva muoversi.

Sono stati i residenti della zona a chiamare i soccorsi. La scena ha commosso chi ha visto il cervo in quelle condizioni, sia le persone che preoccupati hanno allertato le autorità, sia chi poi ha visto le immagini che hanno fatto il giro dei social. Sono stati allertati la polizia provinciale, il Cras e per competenza l’ufficio caccia e pesca della provincia di Treviso.

L’intervento dei veterinari

«È intervento il servizio veterinario che purtroppo ha dovuto constatare che non c’era più nulla da fare e, dopo averlo anestetizzato, hanno dovuto sopprimerlo», spiega il consigliere provinciale con delega all’ambiente Diego Zanchetta.

Tra i residenti di Sernaglia si era sparsa la voce di un investimento, ma che non ha ritrovato riscontri. «Non ci sono state evidenze che ci sia stato un incidente», afferma Zanchetta, sindaco di Gaiarine, «l’ipotesi più plausibile è che sia rimasto incastrato in qualche rete».

Il recupero di un gufo

Nei giorni scorsi nella campagna di Mareno di Piave invece, vicino alla storica villa Veneta Paoletti e al fiume Monticano, è stato ritrovato in un fossato un gufo morto. «Spero non sia stata cacciata», osserva chi ha ritrovata morto quello che a qualcuno è sembrato un l’esemplare di ulala, piccolo rapace che si muove anche di giorno che però non risulta una specie presente in Italia.

Con ogni probabilità di un gufo comune, a cui ovviamente è vietata la caccia. Rimane il dubbio se sia stato impallinato o colpito di striscio per errore. Quel che è certo è che a volte gli spari di cacciatori sono una sveglia poco gradita all’alba dai residenti durante i fine settimana anche vicino a quella zona di Mareno. 

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