Fine della US Montello resta il grande vuoto sulle strade di casa

VOLPAGO
Nel panorama del cicloturismo non c’è più una società che aveva una lunga storia alle spalle: l’US Montello, la società fondata nel 1974 da Aldo Zanatta, Renzo Calcagnotto, Robero Mussato e qualche altro appassionato delle due ruote.
Non è una cessazione di questi giorni, ma la sua fine era passata in sordina e, oggi che i cicloturisti sono tornati sulle strade e le società attendono di riportare i loro associati sulle strade e ai raduni, si sente la mancanza di una società di cicloturismo che aveva avuto una storia gloriosa durata 43 anni e dei suoi ciclisti dalla maglia bianca e rossa. Quasi una cessazione conseguente alla scomparsa del suo storico presidente: Il 28 ottobre 2018 si era infatti spento Bruno Marchiori, una colonna del ciclismo amatoriale nella zona montelliana. Era stato tra i soci fondatori dell’US Montello di cui aveva ricoperto la carica di presidente. Poi, diventato giudice di gara, aveva lasciato la società perché il ruolo era incompatibile con il nuovo incarico e per 25 anni aveva passato tante domeniche a fare da giudice di gara in giro per la provincia e in tutta la regione. Una volta cessato l’incarico era rientrato nell’US Montello e ne era ridiventato presidente.
Assieme alla scomparsa del suo storico precedente aveva contribuito alla cessazione della società ciclistica amatoriale anche la mancanza di nuove forze che prendessero il posto di chi aveva smesso con le due ruote. Rimane però tutta la sua storia, durata oltre 43 anni, una storia di raduni provinciali, regionali e nazionali, di gite, di gare sociali con l’ammiraglia guidata dal direttore sportivo Mariano Borsato, anch’essa tinteggiata con i colori bianco e rosso della società nella carrozzeria di Renzo Calcagnotto con la collaborazione dei soci, che contribuivano con carta vetrata e stucco, di precursori di gare come quelle amatoriali a cronometro a terne e a quartetti sul percorso “giro della Panoramica”, insomma sui percorsi di casa. —
Enzo Favero
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