Bando ex Zanusso, la sindaca di Oderzo chiede garanzie al prefetto: «Ci siano verifiche»
Il caso della gestione del centro d’accoglienza. In gara una cooperativa indagata in passato per caporalato. La telefonata e le rassicurazioni dopo giorni di polemiche

Informarsi sulla situazione dell’ex caserma Zanusso e mettersi in contatto con il prefetto Angelo Sidoti. La sindaca Maria Scardellato ieri ha potuto parlare con il massimo vertice della prefettura di Treviso, che l’ha rassicurata sulla gara d’appalto che sembra in procinto di portare la cooperativa agrigentina “La mano di Francesco” a gestire il centro di accoglienza straordinario opitergino.
«Ho parlato col prefetto che ha sottolineato come la gara d’appalto non sia chiusa e come gli uffici debbano ancora procedere a tutte le verifiche del caso», sono le parole del primo cittadino, «Certo però il caso che ha coinvolto la coop è ancora in piedi, e senza condanne non si può estromettere nessuno da una gara pubblica.
Lo dovrebbero sapere anche i consiglieri comunali», prosegue riferendosi a Giulia Princivalli (Oderzo bene comune), che ha chiesto di non far gestire alla coop la Zanusso.
L’indagine
La sua istanza si deve al caso in cui è rimasta coinvolta la coop, che nel 2022 è stata coinvolta dalla Procura di Palermo in un procedimento per caporalato nel momento in cui si è scoperto che una loro dipendente reclutava le “schiave del pulito”, donne richiedenti asilo che venivano fatte lavorare in strutture ricettive della zona a 400 euro al mese sotto il ricatto del venir meno dei loro requisiti per l’ottenimento dell’asilo politico in Italia.
Una vicenda che non è ancora passata in giudicato, nemmeno al primo grado: «Fino a condanna uno non è colpevole, anche se non mancheranno le verifiche della Prefettura», prosegue la sindaca.
Braccio di ferro politico
Poi la questione si fa più politica, nel momento in cui la stessa Scardellato assicura attenzione ma non risparmia critiche ai consigliere di opposizione che hanno chiesto di estromettere fin da subito la cooperativa siciliana: «Come si fa a pretendere l’esclusione da una gara pubblica di qualcuno, se questo ha tutto il diritto di partecipare e di lavorare con la pubblica amministrazione?», la domanda retorica di Scardellato.
Il bando da 18,5 milioni
La polemica insomma è destinata a durare nel tempo, ma comunque il dato certo è che la gestione dell’ex caserma passerà di mano: si tratta di un bando da 18 milioni e 576 mila euro che assegnerà la gestione dal prossimo 1° ottobre e fino 30 settembre 2027, con la possibilità per la Prefettura di allungare di un altro anno la gestione.
Le offerte potevano pervenire alla Provincia di Treviso, che ha svolto le funzioni di stazione unica appaltante, fino alle 11 dello scorso 1° luglio.
Gli uffici della prefettura dovranno ora verificare se uno dei sei enti che hanno presentato le loro offerte ricadano nei motivi di esclusione, ma si tratta di verifiche che avverranno nei prossimi giorni.
Il centro d’accoglienza
Il centro di accoglienza straordinario alla Zanusso è stato aperto nel 2015 con la prospettiva di un’attività che si sarebbe conclusa in pochi mesi o pochi anni, ma da allora non si è mai seriamente parlato della sua chiusura.
Un tentativo era stato portato avanti nel 2018, ma nemmeno l’allora ministro dell’interno Matteo Salvini era riuscito a chiudere il centro opitergino e quello trevigiano dell’ex Serena.
L’ex Zanusso, che era arrivata a ospitare fino a quasi 600 richiedenti asilo, ora ne ospita non più di un paio di centinaia. Molti degli ospiti accolti a Oderzo lavorano durante il giorno, chi nelle aziende agricole del territorio (magari tramite cooperative) chi in alcune aziende.
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