Finco spinge le infrastrutture «Il governo dimentica il Nord»

TREVISO
Dal governo ai “no Tav”, dagli stages alla delocalizzazione. Massimo Finco, presidente di Assindustria Venetocentro ne ha per tutti, com’è nel suo stile. Ieri mattina è intervenuto al primo appuntamento – dopo l’unione delle due realtà provinciali degli imprenditori di Padova e Treviso – di “Comprendere per Cambiare”, il percorso di alta formazione per gli imprenditori di Assindustria (3300 gli associati trevigiani e padovani) ed arrivato in città all’auditorium di piazza delle Istituzioni.
No Al reddito di cittadinanza
Diversi i moniti lanciati da Finco, in particolare nei confronti del nuovo governo gialloverde, nei giorni scorsi già attaccato sul reddito di cittadinanza, e reo – come ribadito ieri a Treviso, in un intervento applauditissimo – di «essersi dimenticato del Settentrione, per andare in cerca di voti al Sud». «Cosa chiedere al governo? Non saprei da dove partire: siamo troppo distanti. Non mi pare abbiano capito granché, pur avendo fatto il “governo del popolo” non stanno pensando a crescita ed imprese», ha rincarato il numero uno di Assindustria. «Qui abbiamo bisogno di un’unica grande area metropolitana, che unisca le nostre Treviso e Padova a Milano e Bologna. Questo è un quadrante fondamentale, capace di rapportarsi con il mercato globale, eppure dalle istituzioni riceviamo solo “vedremo” e “faremo”. Di fronte a queste risposte, quando perderemo la pazienza, non potremo far altro che andare altrove, è inutile aspettare di vedere chissà cosa».
Tav e spv fondamentali
Quindi l’affondo, di fronte alla platea con oltre 300 colleghi, a cui si sono uniti alcune classi degli istituti superiori Planck e Riccati, per ascoltare anche le esperienze di manager ed imprenditori di successo. «In Italia pretendiamo che i trentenni facciano ancora stages a 500 euro al mese e ci imbattiamo in chi dice sempre e solo “no” di fronte ad infrastrutture, strade e connessioni che sarebbero fondamentali, come Pedemontana e Tav» ha detto ancora Finco, «anch’io desidero siano a basso impatto, perché non voglio un territorio devastato, ma non possiamo restare indietro rispetto al mondo».
Quindi la questione servizi, tema principale della conferenza di ieri, da affiancare a digitale e mondo 4. 0. «I servizi sono fondamentali, ma servono investimenti ed una visione aperta. Dobbiamo metterci in gioco e fare in modo che i servizi si integrino alla produzione, ascoltando le esigenze del cliente» ha chiuso la guida di Assindustria.
Migliorare i servizi ai clienti
Una chiave, quella della connessione tra servizi e fruitore, che in qualche modo – a Treviso – ha preso piede anche nel settore pubblico. L’esempio è stato portato dal direttore dell’Usl 2 Francesco Benazzi, che ha spiegato la riorganizzazione del Pronto soccorso cittadino. «Abbiamo modificato i turni del personale in base ai momenti di più affluenza: dopo uno studio specifico la logica è stata quella di non utilizzare tutte le risorse a tutte le ore, ma di convogliarle in determinate fasce orarie (dalle 19 in poi ndr) e in particolare dal sabato al lunedì» ha detto Benazzi. «Serve essere elastici, capendo le esigenze degli utenti, nel nostro caso, ed agire di conseguenza. I vantaggi, grazie alla collaborazione interdisciplinare, si sono visti». E così le imprese. «È un processo che coinvolge in pieno anche la manifattura», ha analizzato invece Claudio Feltrin, vicepresidente di Assindustria con delega alla Cultura d’impresa, «dalla manutenzione di un impianto alla gestione del magazzino di componenti per conto di un cliente, dalla connessione con l’utilizzatore al miglioramento della performance dell’utente. Serve predisporre sistemi di relazione tra soggetti che si occupano di cose diverse». –
Alessandro Bozzi Valenti
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