La fiaccola olimpica infiamma la Marca: folla, storie e un messaggio di pace

Accolta da un bagno di folla, la fiaccola olimpica ha attraversato oggi 21 gennaio la Marca nel suo primo passaggio trevigiano, con le staffette ad Asolo, Montebelluna e Castelfranco e arrivo di tappa a Padova. Tra i tedofori Franco De Biasio, sopravvissuto al Vajont. In piazza Giorgione anche la protesta del Presidio castellano della Pace

Mattia Toffoletto
Il passaggio della fiaccola olimpica a Montebelluna
Il passaggio della fiaccola olimpica a Montebelluna

La fiamma come simbolo di pace e speranza, come raffigurazione dello spirito olimpico. Fiamma accolta da un bagno di folla oggi pomeriggio 21 gennaio sulle strade della Marca, nel primo attraversamento trevigiano del viaggio della fiaccola. Nella tappa con chiusura a Padova, ecco le staffette ad Asolo, Montebelluna e Castelfranco. Splendido il colpo d’occhio nella città dei 100 orizzonti, ma tanto pubblico anche in via Piave, alla partenza da Montebelluna, e in piazza Giorgione. Chi aspettava glorie dello sport o medaglie olimpiche rimane un po' deluso, spazio a tanta gente comune che si è candidata per portare il fuoco. La gran parte da fuori provincia.

E, nel clima di festa della fiaccola, non sfugge la contestazione in piazza Giorgione: il presidio castellano della Pace (38 associazioni, supportato dai Verdi) protesta con cartelli contro la partecipazione di Israele ai Giochi Invernali.

La fiaccola olimpica ad Asolo
La fiaccola olimpica ad Asolo

Le storie

Ma non mancano le storie: Franco De Biasio, 81enne di Vittorio Veneto e originario di Longarone, si salvò dalla tragedia del Vajont perché quel tremendo giorno era a studiare alla scuola enologica di Conegliano. In piazza Giorgione è accolto dai paesani come una star, fra scatti e selfie, Luciano Covolo, 69enne di Breganze: fu fotografo ai Giochi Invernali di Torino e Vancouver.

E non manca il tocco d'internazionalità: il primo tedoforo a Montebelluna è lo spagnolo Enrique Amenedo, 35enne che lavora a Milano per Coca Cola, partner dell'evento. A Castelfranco c'è addirittura un tedoforo sbarcato direttamente da Taiwan. I nomi dei tedofori? Erano top secret fino all'inizio della staffetta.

La fiamma olimpica sbarca nella Marca: il passaggio nelle strade di Montebelluna

A Montebelluna fanno il briefing allo stadio di via Biagi, un'istituzione a Montebelluna: la casa del Monte Calcio nel cuore dello Sportsystem, che tanto ha dato agli sport della neve. Non è molto chiaro il punto di partenza, il pubblico fa le vasche a caccia dell'angolo migliore per immortalare il fuoco di Olimpia. A Montebelluna si parte da via Piave, vicino all'inteserzione con la Feltrina, 200 metri prima rispetto alle indicazioni originarie.

Enrique Amenedo, primo tedoforo: «Sono emozionato». Poi toccherà a De Biasio, che giocava a calcio a Longarone: «Della mia squadra, dopo la tragedia del Vajont, restammo in due», confida con gli occhi lucidi. Camilla Favero, 30enne impiegata, è l'unica montebellunese: «Adoro il pattinaggio artistico». Spostandoci a Castelfranco, l'onore di rompere il ghiaccio spetta a Dario Fantinato, 33enne di Borgoricco, trascorsi da rugbista nel Mirano. Ma la festa è tutta per Luciano Covolo da Breganze. I paesani l'abbracciano e gli gridano: «Goditi il momento».

Lui, abituato a immortalare i campioni con la macchina fotografica, diventa per duecento metri protagonista.

La torcia olimpica nella Marca trevigiana: festa ad Asolo, Montebelluna e Castelfranco. Il video

Poi il viaggio della fiaccola prosegue verso la città del Santo. Il tutto in attesa dell'abbraccio a Treviso domani 22 gennaio (il via da viale Felissent, all'altezza della palestra Coni) e dell'ultimo omaggio di domenica 25 gennaio, con i passaggi a Conegliano, Vittorio Veneto e Valdobbiadene, nel giorno con epilogo a Belluno. 

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