Farra, virus killer e il giallo dei soccorsi Verità dall’autopsia

Farra, la morte della 24enne ghanese in visita alla sorella Prima del decesso la giovane ghanese ha preso un’aspirina
Di Andrea De Polo

FARRA DI SOLIGO. Bisognerà aspettare almeno fino a domani sera per sapere cosa ha ucciso la giovane Persis Anobaah, la ragazza ghanese di 24 anni deceduta domenica mattina a Farra, dov’era arrivata pochi giorni prima per incontrare la sorella Claudia e conoscere la nipotina nata due mesi fa. Il pm di turno Barbara Sabattini, infatti, ha disposto l’autopsia sulla salma della giovane alle 18.45 di domani sera, ma il solo esame autoptico potrebbe non essere sufficiente per identificare le cause del decesso. È un vero giallo, quello di Farra di Soligo, e in paese inizia a circolare un po’ di preoccupazione. I carabinieri, incaricati dal pubblico ministero di effettuare un’ispezione sul luogo della tragedia, hanno escluso l’ipotesi violenta, e l’unica sostanza estranea rinvenuta è stata un’aspirina assunta dalla giovane ghanese poco prima del decesso.

Resta solo una ridda di ipotesi che va dalla meningite fulminante al virus misterioso contratto nel Paese di origine. Resta da chiarire, inoltre, l’esatta dinamica dei soccorsi, intervenuti per ben due volte nella bifamiliare di via Rialto, a Farra, dove la giovane era ospite della famiglia della sorella. Un primo allarme era stato dato attorno alle 9 di domenica mattina, giorno di Pasqua, dopo che la ragazza aveva accusato un grave attacco intestinale. Sul posto è giunta la guardia medica da Soligo, che ha somministrato alcuni farmaci alla giovane ed è ripartita dopo aver constatato un (apparente) miglioramento delle sue condizioni di salute. Solo un’ora più tardi, però, verso le 11, Persis si è aggravata improvvisamente, ha perso conoscenza e la seconda chiamata al 118 (arrivato con ambulanza e auto medica da Soligo, e poi con elisoccorso da Treviso) si è rivelata purtroppo inutile, nonostante 45 minuti di tentativi di rianimazione. I parenti e gli inquirenti si chiedono, quindi, se non fosse possibile intuire già durante la prima visita la gravità della situazione, e sottoporre a ricovero immediato la giovane.

L’ipotesi meningite è quella che si è diffusa fin da subito in paese, dopo che i sanitari hanno costretto alla profilassi i famigliari della ragazza (un atto dovuto, ha spiegato l’Usl7, che al momento non ha elementi per confermare l’ipotesi meningite). Massimo riserbo anche da parte delle forze dell’ordine. La salma per ora resta nell’obitorio di Conegliano, Farra si interroga preoccupata anche se la ragazza, in Italia da pochi giorni, è rimasta soprattutto tra le mura domestiche.

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