Evasione fiscale e fattura falsa condannato Renato Grigolin

Un anno e due mesi con pena sospesa al cavatore, assolto per gli stessi fatti il fratello Maurizio La difesa: «Nessuna volontà di non pagare, si è trattato solo di un errore formale poi corretto»
Di Serena Gasparoni

CONEGLIANO. Il “re dei cavatori” condannato in primo grado per evasione fiscale. Contestata un’unica fattura milionaria. Si tratta di Renato Grigolin che ha rimediato una condanna a un anno e due mesi di reclusione, pena sospesa. Mentre Maurizio Grigolin, anche lui a processo per la medesima accusa è stato assolto per non aver commesso il fatto. In base agli atti non risultava essere legale rappresentante dell'azienda e quindi non imputabile per questo reato. È questa la sentenza pronunciata dal giudice monocratico del tribunale di Treviso nei confronti dei due imprenditori ai vertici delle omonime Fornaci accusati dalla Procura di Treviso di un’evasione fiscale milionaria.

La Procura di Treviso li accusa nello specifico di emissione e incasso di una falsa fattura da 4 milioni di euro al solo scopo di evadere l’Iva, o meglio: di pagarla in ritardo. Si tratterebbe di una fattura da 4 milioni di euro, relativa al trasferimento di beni da una società all’altra (Fornaci Calce Grigolin e Immobiliare San Michele). Emessa, annullata, e emessa nuovamente. Al solo scopo secondo gli inquirenti di pagare poco meno di un milione di Iva con un anno di ritardo.

La difesa dei due imputati, rappresentata in aula dall'avvocato Piero Barolo, ha sempre contestato le accuse sostenendo che si sarebbe trattato soltanto di un errore formale senza alcuna forma di dolo e quindi di evadere il Fisco. Secondo il legale infatti durante il cambio di sede della società, nel 2009, si sarebbe determinato l’annullamento della fattura. Solo 10 mesi più tardi alla Grigolin si sarebbero accorti dell’errore e avrebbero tempestivamente rimediato, versando quanto dovuto all’Erario.

Non si sarebbe trattato di un comportamento volontario ma solo di uno sbaglio colposo. I due imprenditori erano chiamati a rispondere di emissione e incasso di una falsa fattura da 4 milioni di euro al solo scopo di evadere l’Iva, o meglio, di pagarla in ritardo. Nello specifico la fattura incriminata era relativa al trasferimento di beni da una società all’altra (da Fornaci Calce Grigolin a Immobiliare San Michele). Stando al capo d'imputazione sarebbe stata emessa nel settembre 2009, poi sarebbe stata annullata, e infine emessa nuovamente nel settembre 2010. Secondo il pm Massimo De Bortoli, titolare del fascicolo a carico dei Grigolin, il solo scopo sarebbe stato quello di 800 mila euro di Iva 12 mesi più tardi del dovuto. Il giudice monocratico non ha condiviso però la tesi della difesa. Ha condannato infatti in primo grado uno dei due imprenditori, Renato Grigolin, ravvedendo dunque un comportamento doloso. Per lui un anno e due mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena. Assolto invece Maurizio Grigolin.

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