Eutanasia per il lupo ferito «Non era più in grado neanche di stare in piedi»

il caso
Si è dovuto procedere con l’eutanasia per alleviare le sofferenze di un esemplare di lupo maschio rinvenuto il 31 dicembre a Sant’Eulalia, località del comune di Borso del Grappa.
L’esemplare era stato avvistato mentre si trascinava vistosamente sulle zampe anteriori e segnalato al tecnico faunistico incaricato dalla Regione per la prevenzione dei danni da lupo e collaboratore dell’Università di Sassari nel “Progetto sperimentale per la gestione proattiva del lupo in Veneto attraverso catture e telemetria satellitare”.
Individuato l’animale, i tecnici hanno provveduto a organizzarne il recupero, contattando la polizia della Provincia e, per loro tramite, il veterinario responsabile del Centro di recupero della Fauna Selvatica di Treviso, il titolare delCentro Veterinario Montello di Montebelluna, nonché il servizio cinofilo dell’Usl 2 per il supporto nell’intervento di recupero e per il trasporto dell’animale con l’ambulanza veterinaria in dotazione.
Una volta catturato, si è potuto constatare che l’animale, un lupo maschio apparentemente giovane, era in tali condizioni probabilmente già da diversi giorni. Si suppone sia stato investito da un’auto.
« È stato subito sedato, messo in condizioni di sicurezza e trasportato in ambulanza all’ambulatorio veterinario Montello», si legge in unanota della Regione. « Nel frattempo gli uffici regionali hanno provveduto a informare il responsabile per la fauna selvatica dell’Ispra, anche per le procedure da seguire in base alle diverse prognosi possibili, nonché ad acquisire la preventiva disponibilità dell’Ospedale veterinario dell’Università di Bologna, dotato di una struttura specifica per la chirurgia sulla fauna selvatica, ad accogliere e intervenire chirurgicamente sull’animale il giorno seguente».
«Dalle radiografie eseguite si è evidenziata la frattura di una vertebra toracica con evidente lesione neurologica della parte posteriore del corpo e la compromissione delle funzioni», prosegue la nota. «Condizioni che sono state giudicate dal veterinario totalmente incompatibili sia con il recupero dell’animale alla vita libera che con un suo, eventuale, mantenimento in cattività in condizioni minime di autonomia e benessere. A quel punto è stata disposta l’eutanasia dell’animale, che era rimasto costantemente sedato».
«Ringrazio tutto il personale che, per propria competenza, si è mobilitato per far fronte a questa delicata situazione», dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan, «ciò dimostra come l’attenzione e la professionalità di chi opera sul territorio siano massimi. Certo è che non possiamo affrontare da soli il fenomeno del proliferare del lupo. Serve una risposta che oramai da mesi attendiamo dal ministero dell’Ambiente». —
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