Esposta la reliquia della Beata Giuliana la comunità di Collalto riabbraccia la storia

SUSEGANA. Il cattivo tempo non ha tenuto lontani gli appassionati di storia e i devoti a Beata Giuliana di Collalto in occasione della visita guidata sulla figura della “santa” tenutasi ieri mattina...

SUSEGANA. Il cattivo tempo non ha tenuto lontani gli appassionati di storia e i devoti a Beata Giuliana di Collalto in occasione della visita guidata sulla figura della “santa” tenutasi ieri mattina a Collalto. Nell’occasione è stata esposta al pubblico, per la prima volta, una reliquia (in foto) della badessa nata a Collalto nel 1186, fondatrice del convento dei santi Biagio e Cataldo a Venezia. La reliquia, che sarà esposta anche oggi durante la vista guidata al castello di Collalto (partenza ore 10,30), è parte di una eredità acquista dalla vittoriese Augusta Michielini che, alla morte della nonna, scoprì in soffitta una cassa con la scritta “Collalto”. Insieme ad alcune suppellettili c’era anche un pezzetto d’osso conservato in un reliquiario a tabacchiera recante una intestazione alla beata collaltina. Successe che un Collalto avesse sposato una Michielini, di una ricca ma non nobile famiglia vittoriese, tornata alla sua famiglia alla morte del marito. Di qui l’eredità di alcune suppellettili, tra le quali la reliquia “inedita”. La storia di Beata Giuliana di Collalto è anche parte di una mostra che ArcheoSusegana promuove fino al primo maggio nella ex scuola elementare e che riporta i principali eventi e i personaggi dalla fondazione del castello di Collalto, intorno all’anno 1000, fino alla Grande Guerra. Giuliana di Collalto vestì l’abito a soli 12 anni; fondò una comunità religiosa sui Colli Euganei e si spostò poi nell’isola veneziana di Spinaloga, oggi Giudecca, per riedificare l’abbattuta chiesa di San Cataldo. Eletta badessa del monastero dei santi Biagio e Cataldo, la tradizione vuole abbia compiuto vari miracoli, tali da spingere la sua famiglia, ma solo verso la fine del ’600, a intraprendere il processo di beatificazione. Alla canonizzazione per elevare ai massimi altari la Beata Giuliana di Collalto aveva pensato il principe Manfredo di Collalto, la cui morte avvenuta nel 2004 non ne ha però permesso l’avvio. (a.m.)

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