Escursionista cade in un dirupo e muore

MONTEBELLUNA. È morto tra le sue adorate montagne, mentre percorreva un difficile tratto in Val del Mus, nel Bellunese. Un escursionista montebellunese, Fabio Campeotto, 42 anni, commesso all’iper Alì di Vidor, da pochi mesi residente a Caerano San Marco, ha perso la vita l’altro ieri, precipitando per 200 metri da un dirupo sui Monti del Sole. Campeotto, che era anche iscritto al Cai, lascia la compagna Marzia e una figlia di 10 anni che aveva avuto dall’ex moglie.
Verso le 16 di lunedì, Fabio Campeotto, stava percorrendo con un amico un viaz in Val del Mus quando, in un tratto attrezzato particolarmente esposto, durante l’arrampicata ha messo male un piede scivolando nel vuoto.
Il compagno, che lo seguiva una decina di metri più dietro, si è affacciato e lo ha visto in fondo al precipizio. Subito è tornato di corsa sui suoi passi per dare l'allarme, poiché nel luogo dell'incidente non c'era copertura telefonica.
Il 118 ha inviato immediatamente l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore e due squadre del Soccorso alpino di Belluno e Agordo.
L'eliambulanza ha effettuato una ricognizione e individuato il corpo a circa 1.100 metri di quota, sotto Punta delle Antenne.
Dopo essere stato sbarcato con un verricello di 27 metri con il tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio, il medico ha solamente potuto constatare il decesso dell'uomo, dovuto ai traumi subiti nella caduta.
Ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, la salma è stata imbarellata e recuperata utilizzando un gancio baricentrico di 35 metri. Trasportata a valle, è stata quindi affidata al carro funebre diretto alla cella mortuaria.
L'amico che praticamente ha assistito inerte alla tragedia, era ancora sotto shock quando sono arrivati sul posto i soccorsi.
Sul posto anche i carabinieri che hanno provveduto ad avvisare la famiglia di Campeotto.
L’area in cui è avvenuto l’incidente il primo maggio, è purtroppo noto per la sua pericolosità tanto che anche nell’agosto del 2007 un altro turista di Verona aveva perso la vita.
Marco Gugliemi, anch’egli quarantaduenne era andato in gita con la moglie e alcuni compagni nella valle del Mus, nel gruppo montuoso di Pramaggiore, nel Pordenonese.
Il corpo era stato recuperato dai tecnici del Suem di Pieve di Cadore, intervenuti con l’elicottero dopo che l’allarme era arrivato in centrale alle 14.30.
Guglielmi era caduto lungo un sentiero fra il passo del Mus e forcella Val d’inferno, a una quota intorno ai 2100 metri, in un tratto accidentato e caratterizzato da alcuni salti di roccia.
Compresa la gravità dell’incidente, i compagni dell’escursionista veronese anche allora avevano subito provato a lanciare l’allarme chiamando col telefonino, ma anche in quel tragico episodio alcuni di loro erano dovuti scendere un po’ più a valle per riuscire ad avere il campo necessario per allertare i soccorsi che si erano mossi tempestivamente. (p.d.a.)
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