Treviso, 25 esposti in Procura in un anno e mezzo: «Aumenta lo sfruttamento in agricoltura»
La Flai Cgil denuncia un aumento del ricorso al subappalto di lavoratori nei campi e chiede più controlli contro lo sfruttamento. «Il protocollo regionale è scaduto nel 2021 e non è stato rinnovato»

Venticinque esposti presentati presentati alla Procura di Treviso in appena un anno e mezzo e un fenomeno che sta assumendo forme nuove, con il crescente ricorso al subappalto di manodopera.
È l’allarme lanciato dalla Flai Cgil nel corso dell’incontro organizzato stamattina - venerdì 18 settembre - all’Auditorium Cgil di Treviso per mettere a confronto i modelli agricoli di Veneto e Toscana, dalle eccellenze produttive fino alle zone d’ombra dello sfruttamento. A tracciare il quadro trevigiano è Giosuè Mattei, segretario generale della Flai Cgil Veneto, al termine della settimana delle “Brigate del Lavoro”, che ha portato il sindacato direttamente nei campi durante la vendemmia. «In un anno e mezzo abbiamo presentato una venticinquina di esposti alla Procura di Treviso e ci sono ancora delle indagini in corso», spiega Mattei.
Ma dalle giornate trascorse sul territorio emerge anche un cambiamento nelle modalità con cui viene reperita la manodopera.
«Quest’anno abbiamo visto una cosa nuova: tanto subappalto di lavoratori», sottolinea il segretario della Flai. Un sistema nel quale grandi numeri di addetti vengono messi a disposizione delle aziende in tempi molto ridotti, rendendo più complesso ricostruire l’intera filiera del lavoro. Per il sindacato il problema è anche politico. Il protocollo regionale contro lo sfruttamento lavorativo sottoscritto in Veneto nel 2019 è scaduto nel 2021 e non è più stato rinnovato. «La Regione continua a minimizzare il fenomeno», attacca Mattei. Da qui il confronto con la Toscana, dove sono stati sviluppati protocolli territoriali e strumenti di prevenzione. La richiesta di un cambio di passo arriva anche dalla segretaria nazionale della Flai Cgil Silvia Guaraldi.
«Gli strumenti ci sono, a partire dalla legge 199, ma devono essere applicati fino in fondo». Tra le priorità indicate dal sindacato ci sono il rafforzamento della Rete del lavoro agricolo di qualità e il tema dei trasporti: «Dobbiamo togliere ai caporali anche il controllo del trasporto dei lavoratori». Guaraldi richiama inoltre la necessità di aumentare le verifiche nelle aziende. «Viene controllato meno del 4% delle imprese con dipendenti e, tra quelle controllate, il tasso di irregolarità è vicino al 68%».
Uno degli strumenti proposti è quello degli indici di congruità, attraverso i quali confrontare la produzione dichiarata da un’impresa con la quantità di manodopera regolarmente impiegata. Il problema, tuttavia, non termina con l’orario di lavoro.
Silvana Fanelli, della segreteria della Cgil Veneto, allarga lo sguardo alle condizioni di vita: «Chi è debole e ricattabile sul posto di lavoro spesso lo è anche quando deve cercare una casa, spostarsi o accedere ai servizi».
E lo sfruttamento, ricorda, non riguarda esclusivamente l’agricoltura, ma attraversa diversi settori dell’economia veneta. A chiudere il quadro è Paolo Galeano, consigliere regionale del Pd: «Gli strumenti normativi esistono. Quello che serve è la volontà politica di farli funzionare». Per Galeano occorre rafforzare gli enti ispettivi e costruire una regia capace di mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, organizzazioni sindacali, imprese e professionisti.
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