E la Regione esulta: il Veneto è il migliore in Italia

I numeri di Arpav e Regione parlano di un sistema virtuoso, il migliore d'Italia, ma sulla gestione dei rifiuti il Veneto ha ancora qualche criticità, come i costi di Comuni particolari quali Venezia,...

I numeri di Arpav e Regione parlano di un sistema virtuoso, il migliore d'Italia, ma sulla gestione dei rifiuti il Veneto ha ancora qualche criticità, come i costi di Comuni particolari quali Venezia, isole e litorale, la massiccia incidenza turistica e, non da ultima, l'entrata in funzione del termovalorizzatore di Verona, giudicato da palazzo Balbi non necessario. «La decisione di dichiarare 'strategico' l'inceneritore di Ca' Del Bue, di fatto obbligando all'attivazione, è una gravissima imposizione dello Stato nelle competenze della Regione»: l'assessore all'Ambiente Gianpaolo Bottacin non ha dubbi. Il leghista ha espresso tutta la sua contrarietà durante le presentazione del report annuale, ieri nella sede della Giunta, sottolineando come il Veneto sia già autosufficiente: «Il terzo inceneritore servirà solo a coprire le necessità di altre Regioni, ma bisognerebbe seguire la linea che traccia anche l'Europa, e intervenire nei territori che hanno difficoltà, non dove tutto già funziona. D'altronde con la riforma costituzionale si vogliono togliere le competenze ambientali alla Regione», ha tagliato corto l'assessore, «e se così fosse noi non avremmo più modo di protestare». I numeri e le percentuali illustrati, comunque, tratteggiano uno scenario più che positivo per il Veneto: nel 2014 la produzione di rifiuti pro capite è aumentata del 1,2 per cento, portandosi a 455 chili per abitante ogni anno, ma resta tra le più basse della Penisola, e questo nonostante un Pil elevato e ben 61 milioni di presenze turistiche, che in certi Comuni incidono sul ciclo dei rifiuti anche per il 60 per cento.

Per il quarto anno, poi, la Regione supera la soglia del 60 per cento di rifiuti raccolti in maniera differenziata (nel 2014 sono 1,5 milioni di tonnellate, pari al 65 per cento del totale), con picchi di eccellenza che sfiorano l'80 per cento. Grande lavoro viene poi compiuto per il compostaggio, il riutilizzo e lo spazzamento, tutte metodologie che hanno permesso di ridurre progressivamente la percentuale di scarto inerte nelle discariche, che l'anno scorso si è limitata a 128 mila tonnellate, pari al 6 per cento del totale. È sui costi del servizio di gestione, però, che emergono importanti discrepanze, dato che il costo pro capite medio calcolato dalla Regione, pari a 119 euro per abitante, terrebbe conto di sole 503 amministrazioni su 579; resta esclusa dalla media, perché dai costi “difficilmente paragonabili” Venezia.

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