E il Pd avverte: «Goldin lavori insieme a noi»

«Se la cultura può essere percepita come un processo di costruzione di identità, essa può essere anche fattore di crescita civile ed economica di una società e di un territorio». Ne è convinto il Pd...

«Se la cultura può essere percepita come un processo di costruzione di identità, essa può essere anche fattore di crescita civile ed economica di una società e di un territorio». Ne è convinto il Pd di Treviso che ha presentato ieri il convegno che si terrà sabato alle 15 all’Auditorium Santa Caterina dal titolo «Cultura, identità, sviluppo. Nuove politiche per i beni culturali a Treviso». E non è mancata anche una critica alla mostra evento che Marco Goldin porterà in città. «Era già stato qui anni fa», ha spiegato Franco Bianchin, responsabile del Gruppo Cultura, «e non ha lasciato nulla. Non vogliamo che i nostri progetti subiscano ritardi a causa della mostra di Goldin».

I beni culturali di cui è ricca Treviso (collezioni museali, collezione di manifesti Salce, collezioni Mazzotti ecc.) sono sottoutilizzati e a volte ignorati, ha aggiunto Andrea Michielan segretario Pd, come lo è stato per la raccolta Salce, unica in Italia, prevalendo il vecchio e sterile concetto della conservazione rispetto ad una moderna valorizzazione. «Il Museo da anni è senza un direttore ed è privo di moderne tecnologie informatiche», spiega il Pd, «gli spazi della biblioteca e in particolare della Biblioteca dei Ragazzi sono insufficienti; manca una segnaletica turistica adeguata che valorizzi i percorsi storici, gli affreschi di facciata, le architetture antiche; l’alienazione di edifici pubblici di valore storico e architettonico ha privato la città di opportunità di usufruire degli stessi per iniziative culturali».

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