Due chili e mezzo di cocaina nascosti in un vecchio rustico

CONEGLIANO. Il fiume di cocaina si è trasformato in un “tesoro”, trovato nascosto dentro un trolley in un casolare di campagna. I carabinieri di Conegliano mercoledì sera hanno ritrovato più di 2 chilogrammi e mezzo di cocaina, appartenente alla banda di nigeriani che spacciava sulle sponde del Monticano. Il valore dello stupefacente è stimato dagli inquirenti in 250 mila euro. La droga è stata trovata in un’abitazione dove risiedono altre persone, che nulla hanno a che fare con lo spaccio. Una stanza, però, era nella disponibilità di uno dei tre giovani arrestati due settimane fa. Dentro ad un trolley c’erano i due sacchetti contenenti la polvere bianca. «Gli approfondimenti investigativi che sono seguiti agli arresti per spaccio di stupefacenti dei tre soggetti nigeriani dediti all’attività illecita a Conegliano, hanno avuto un esito particolarmente importante – fanno sapere i carabinieri - è stata individuata quella che era la sede logistica del “consorzio” criminoso. I militari della stazione di Conegliano, diretti dalla Procura di Treviso, hanno rinvenuto in un casolare nelle campagne del Coneglianese, che era nella disponibilità di uno dei tre arrestati, 2,6 kg di cocaina, corrispondente al valore per lo smercio al dettaglio di oltre 250 mila euro».
I carabinieri un anno fa avevano avviato l’indagine in seguito al tentato suicidio di un venticinquenne tossicodipendente, trovando nella sua camera una striscia di cocaina. Sono così arrivati al terzetto di nigeriani, che avevano un fiorente commercio, con almeno 130 clienti, da operai ad imprenditori, da studenti ad artigiani. Gli scambi delle dosi avvenivano sul Monticano, ma la base logistica era rimasta ignota, sino all’altra sera. Dopo l’arresto infatti sono proseguiti gli accertamenti e gli investigatori hanno scoperto il deposito dove veniva confezionata la droga. Non pensavano nemmeno loro di trovare una quantità così consistente, che conferma il volume d’affari della banda. Avevano clienti che provenivano non solo dalla Marca, ma da Bellunese e Pordenonese. —
Di.B.
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