Dopo l’acqua, le polemiche e ora fa paura anche il Livenza

I dannati dell’acqua. A Oderzo le acque si ritirano e lasciano una scia di polemica. A Meduna di Livenza invece il rischio allagamenti si fa sempre più concreto. È proprio in questa località, infatti, che il Livenza comincia a fare paura, toccando livelli che nemmeno nel mese di novembre aveva raggiunto. La situazione è di allerta perché l’acqua ha raggiunto quota cinque metri, un margine molto importante. Il Coc è stato avviato proprio a 5 metri.
Fin qui le notizie negative: le notizie positive riguardano invece il litorale. Il mare Adriatico riceve, sebbene la marea ieri mattina sia stata particolarmente sostenuta. Di fatto l’emergenza dovrebbe concludersi oggi, ma dalle parti medunesi non si dormono sonni tranquilli. «Rischiamo che l’acqua finisca nelle strade in località Saccon – ha evidenziato nella giornata di ieri il sindaco della cittadina liventina, Arnaldo Pitton – viviamo in un periodo di emergenza costante e avevo ammonito a novembre ieri cittadini, specificando che da autunno a primavera avremmo vissuto altre giornate problematiche. E queste sono arrivate sotto Natale. Chiediamo un po’ di pazienza».
Non è una situazione tragica, ma problematica anche quella delle campagne. Gran parte di via Quartarezza, al confine con Motta, è allagata. A Lorenzaga di Motta, invece, il deflusso del Livenza non presenta problemi. La parte interna dell’argine del corso d’acqua liventino è ricoperta d’acqua, e sale costantemente anche il livello del Malgher che sfocia nella laguna di Caorle dopo un cambio di denominazione in Loncon e Maranghetto. Con l’acqua alta sul mare anche la laguna caorlese si innalza creando un tappo.
Decisamente migliorata la situazione a Conegliano e a Oderzo, soprattutto, lungo il corso del fiume Monticano. Il livello del rapido corso d’acqua è drasticamente diminuito nel corso della notte di ieri e il suo percorso sull’alveo naturale resta pacifico, per il momento. A Oderzo però si sono patiti gli allagamenti della giornata di sabato in due vie del centro, e anche nelle periferie. Tra le più colpite Fratta e Camino. «Andiamo sempre sotto acqua nella nostra proprietà – ha dichiarato il gastronomo Fabio Guerra che abita proprio nella località caminese – come me altri abitanti del posto si trovano in una situazione di grave rischio. A ogni copiosa precipitazione rischiamo di trovarci l’acqua in casa. Più del Comune, la colpa secondo me spetta ad altri organi, preposti alla pulizia dei fossati e dei corsi d’acqua minori».
Nel pomeriggio di ieri la crescita del Monticano a Gorgo si è fermata, a quota due metri e 54. Il Livenza a Motta è salito a quota 4m22, in crescita costante di due centimetri ogni mezz’ora, quindi nulla di così preoccupante. Nel Vittoriese il Meschio si è attestato al di sotto del metro di altezza. Infine il Piave: da Ponte di Piave sono arrivate ieri pomeriggio buone notizie, in quanto l’altezza ha raggiunto un picco di 3m97 calando rapidamente col trascorrere delle ore. —
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