Donna segregata e violentata a Spresiano, i carabinieri arrestano un 28enne
Spresiano. Un giovane finisce in cella per maltrattamenti ed abusi sessuali sulla compagna. Da gennaio sospettava che si vedesse con il suo ex: dopo l’ennesima violenza il ricovero in ospedale

SPRESIANO. Un kosovaro di 28 anni, disoccupato e senza permesso di soggiorno, si trova rinchiuso da giovedì scorso in una cella del carcere di Santa Bona per i reati di violenza sessuale e maltrattamenti. La vittima è un’operaia albanese di 44 anni, sua convivente. Dal gennaio scorso il kosovaro accusa la donna di continuare a frequentare il precedente compagno. Dunque, una questione di gelosia sullo sfondo di una storia triste e cruenta scoperta, mercoledì sera, dai sanitari del “Ca’ Foncello” di Treviso quando la donna albanese arriva all’ospedale raccontando di essere stata segregata, picchiata e violentata. La donna, sotto choc e in lacrime, presenta contusioni ed ecchimosi in tutto il corpo. Gli esami a cui viene sottoposta dai medici del nosocomio trevigiano accertano che effettivamente l’albanese ha subito violenze fisiche ed abusi sessuali.
All’indomani, non sapendo che la compagna è ricoverata all’ospedale, l’uomo si presenta, assieme ad un connazionale, all’esterno della fabbrica di Spresiano dove lavora come operaia. È il nervosismo a tradirlo. L’uomo viene visto dal datore di lavoro e dai colleghi della donna passeggiare nervosamente davanti al cancello dell’azienda. Così qualcuno, intuendo che la situazione potesse degenerare, prende in mano il telefono e avverte i carabinieri. Pochi minuti più tardi, sul posto arriva una pattuglia dei carabinieri di Spresiano. I militari bloccano il kosovaro e, successivamente, dopo aver sentito la donna all’ospedale, lo fermano, portandolo in carcere. Nei suoi confronti le accuse sono di maltrattamenti e abusi sessuali. Accuse pesantissime. La compagna albanese è un fiume in piena quando viene sentita dagli investigatori dell’Arma dei carabinieri. La donna dell’Est racconta le violenze quasi quotidiane a cui è stata sottoposta dal gennaio scorso quando il kosovaro ha iniziato a sospettare che la donna continuasse a vedere il suo precedente compagno. Sfuriate di gelosia accompagnata da violenze. Agli atti d’indagine sono stati allegati alcuni certificati medici rilasciati dal pronto soccorso del Ca’ Foncello di Treviso che attestano le violenze subite dalla donna albanese.
Ieri mattina il giudice delle indagini preliminari Angelo Mascolo ha disposto la custodia cautelare del kosovaro in carcere a Treviso mentre il pubblico ministero Barbara Sabattini ha ordinato ai carabinieri di svolgere ulteriori indagini sul conto del kosovaro. Una posizione, quella dell’indagato, che, a quanto pare, sembra aggravarsi ulteriormente.
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