Precipita dal tetto del capannone alto sette metri davanti al padre: operaio grave
Il giovane, dipendente di una ditta di Mansuè, è precipitato da circa sette metri mentre lavorava sul tetto di un capannone. Trasportato in codice rosso al Ca’ Foncello

Cade dal tetto di un capannone: gravissimo un operaio di 19 anni. Il giovane lavoratore di origine macedone. O.K. le sue iniziali, è caduto questa mattina dalla copertura di un capannone alto sette metri alla Arko a Motta di Livenza, mentre stava eseguendo lavori di manutenzione.
L’operaio, dipendente della Imprex Srl di Mansuè, è stato soccorso dal personale sanitario del Suem 118 e trasportato in codice rosso all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso: gravissime le sue condizioni. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche l’elicottero del Suem 118, i vigili del fuoco, i carabinieri e i tecnici dello Spisal dell’Ulss 2, impegnati negli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto.
Il dramma
L’ennesima tragedia sul lavoro. Intorno alle ore 8.30 il ragazzo si trovava sul tetto di un capannone della ditta Arko Spa, azienda manifatturiera fondata nel 1997 e attiva nella produzione di componenti per il settore dell’arredo, appartenente al gruppo 3B. Il ragazzo si trovava nella struttura assieme al padre.

Entrambi lavorano infatti per la Imprex Srl, storica realtà di Mansuè che opera principalmente nel settore dell’edilizia, sede vicino alla rotatoria Dall’Ongaro, in pieno centro. L’impresa è gestita da Mirko Pasquali, ma è stata fondata dal padre. Nessuno si aspettava, però, che una semplice giornata di lavoro si sarebbe ben presto trasformata in tragedia. Secondo una prima ricostruzione, ancora in fase di accertamento da parte delle autorità competenti, il giovane sarebbe precipitato dalla copertura del capannone dopo un improvviso cedimento della struttura, compiendo un volo di circa sette metri prima di schiantarsi al suolo. L’impatto è stato particolarmente violento e il ragazzo ha riportato diverse lesioni, tra cui una al femore.
I soccorsi
La situazione è apparsa fin da subito tragica e sul posto sono arrivati i sanitari del Suem 118 con due ambulanze e l’elicottero, che ha trasportato l’operaio all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso.
Presenti anche i vigili del fuoco, intervenuti per mettere in sicurezza l’area, e i carabinieri della stazione di Motta di Livenza, chiamati a effettuare gli accertamenti necessari per ricostruire la dinamica dell’infortunio. Insieme a loro hanno lavorato anche i tecnici del nucleo Spisal (Servizio prevenzione, igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro) dell’Ulss 2, che hanno avviato le verifiche sul luogo di lavoro.
Le indagini
Rimangono numerosi elementi da chiarire. Attualmente non è ancora possibile stabilire con chiarezza quale sia stata la causa primaria della caduta e se il cedimento della copertura sia stato effettivamente all’origine dello schianto. Saranno proprio gli accertamenti dello Spisal e dei carabinieri a stabilire le cause e le modalità dell’infortunio.
Tra gli elementi che dovranno essere verificati anche le condizioni della copertura, le modalità con cui stavano procedendo i lavori e il rispetto delle misure previste per lavorare ad altezze significative, compreso l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e dei sistemi di ancoraggio. Saranno inoltre valutati i dispositivi utilizzati dall’operaio e le condizioni delle attrezzature e dell’abbigliamento da lavoro, compresa l’idoneità delle calzature rispetto alle attività che stava svolgendo.
Le reazioni
Sul posto, nel corso della mattinata, è arrivato anche Erik Anzanello, assessore alle attività produttive del comune di Mansuè, territorio nel quale ha sede la ditta per cui lavora il giovane. «Al giorno d’oggi è difficile trovare manodopera e quando un ragazzo così giovane si impegna e lavora è ancora più una tragedia», ha commentato Anzanello.
«Speriamo possa guarire in breve tempo. La Imprex è una storica realtà del territorio che svolge lavori a livello edile. La sicurezza sul lavoro è una tematica che deve essere discussa quotidianamente. Tante volte non sono sufficiente tutti i dispositivi di protezione individuale che si hanno, ma ci vuole una grande attenzione, soprattutto perché non è facile lavorare da grandi altezze e bisogna avere tutte le condizioni tali per poter operare in sicurezza», ha aggiunto Anzanello.
«La formazione tecnica non basta, è necessario lavorare anche a livello psicologico per prevenire situazioni che possono diventare pericolose per se stessi e per gli altri, valutando corsi sempre più approfonditi e personalizzati anche sulle condizioni che possono condurre all’errore».
I sindacati
L’incidente di Motta si inserisce in una giornata pesante sul fronte degli infortuni sul lavoro in Veneto. «Sono frastornato: in queste ore sono successi ben cinque incidenti sul lavoro. Due ad Altavilla Vicentina, altri due nel Veneziano e uno a Motta. La nostra attenzione, come Uil Veneto, non si arresta. Ma rimane la preoccupazione di uno stillicidio di incidenti che ci devono far riflettere perché è evidente che qualcosa non va, al di là delle riunioni, dell’impegno sulla formazione e prevenzione»: lo dice Roberto Toigo, segretario generale della Uil Veneto.
«Lo stillicidio di infortuni conferma, una volta di più, come la sicurezza sul lavoro debba rappresentare una priorità assoluta da parte di tutti: istituzioni, parti sociali, imprese e lavoratori, in un impegno collettivo e concreto non più rinviabile»: lo dichiara Massimiliano Paglini, segretario generale di Cisl Veneto.
«È indispensabile innanzitutto garantire l’applicazione delle norme, rafforzando controlli e vigilanza e perseguendo le realtà che non le rispettano. Allo stesso modo, bisogna combattere irregolarità e precarietà del lavoro», conclude Paglini.
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