Distilleria all’asta con lo sconto
Ponte di Piave. La Regione tenta la vendita per la terza volta, offerte da 5,2 milioni entro domani

PONTE DI PIAVE. La Regione ci riprova, è partita la terza asta per la vendita al miglior offerente della “Distilleria delle vinacce” di Ponte di Piave, dopo che la prima e la seconda sono andate deserte. La nuova scadenza è per domani giovedì 15 giugno. La struttura era stata valutata con un valore pari a 5. 849. 000 euro, dalla perizia eseguita nel 2014 dall’Agenzia delle Entrate di Treviso e confermata nel 2016 dall’Istat. Un’area molto ampia di 53.977 metri quadri, all’interno della zona industriale di Ponte di Piave. Essendo la seconda asta andata deserta, in mancanza di offerte, la Regione ha potuto bandire una terza asta pubblica, con una riduzione del prezzo di vendita pari al 10% del valore di stima, la base d’asta, partirà dalla cifra di 5.264.100, tasse e oneri di compravendita esclusi. La struttura era stata realizzata alla fine degli anni Sessanta dall’Esav e dal 1999 era stata gestita dalla società cooperativa “Distilleria delle cantine sociali venete”, che stipulò una concessione di durata trentennale con il Ministero dell’Agricoltura. Ma a fine 2003, per una serie di problemi di gestione, di impianti sempre più obsoleti, per la mutata situazione di mercato, la cooperativa restituì le chiavi del complesso all’ente proprietario, l’Azienda regionale Veneto Agricoltura. Nel 2004 vi fu la cessazione definitiva di ogni attività di produzione all’ingrosso della grappa, furono lasciati a casa cinque operai e tre impiegati. Nel 2005 la Regione decise di vendere il complesso, una prima asta, bandita nel 2006, non diede alcun esito. Inizialmente pareva che la distilleria Neri di Faenza fosse interessata, ma alla fine questa strada non sortì alcun effetto. A distanza di dieci anni la Regione ha riprovato la vendita con una prima e seconda asta, andate deserte entrambe. Questo nuovo interesse di cessione del complesso è stato sollecitato dall’amministrazione comunale di Ponte di Piave, per riqualificare la struttura, molto estesa, inserita all’interno di un’area di possibile interesse, la zona industriale in una posizione strategica e di collegamento tra i comuni Ponte di Piave e Oderzo. Con la terza asta, il prezzo d’offerta base iniziale è stato ridotto, come prevista dalla legge di stabilità fatta nel 2016 dalla Regione, in moda da accelerare e ridurre il prezzo di vendita degli immobili e terreni regionali, per renderli appetibili per i compratori. «L’acquisto della distilleria riqualificherebbe una parte del Comune caduta in disuso e potrebbe essere una fonte di lavoro per i cittadini», così afferma il sindaco Paolo Roma che spera così in una possibile acquisizione, da parte di un’impresa o di una cordata di più soggetti interessati. La destinazione urbanistica è chiara: attività artigianali, industriali, terziario diffuso. L’intero compendio è soggetto a vincolo paesaggistico. Naturalmente chiunque fosse interessato dovrà poi presentare un progetto di ristrutturazione e di bonifica da sottoporre all’amministrazione comunale. Se anche questa terza asta non dovesse avere gli effetti sperati, si partirebbe con una quarta asta con un’ulteriore riduzione del 10% dell’offerta iniziale.
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