Disabilità, Wind sceglie Berro lo smartphone oltre le barriere

Paolo Berro è il nuovo riferimento di Wind/3 per la gestione delle tematiche sulla disabilità, sia all’interno che all’esterno del colosso nazionale di telefonia fissa e mobile. L’ingegnere castellano, paralizzato dal collo in giù, unirà le sue competenze in information tecnology (per le quali era già operatvo in Wind) a quelle del marketing destinato alle persone con disabilità. Ma non solo: sarà anche il “facilitatore” per le soluzioni del personale disabile nella compagnia telefonica, circa 300 persone su un totale di diecimila dipendenti.
«Il mio ruolo – spiega Berro – sarà molto simile a quello che avevo come consulente per le tematiche di accessibilità e disabilità del vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani. Spesso infatti le decisioni in tema di politiche sulla disabilità non prendono in considerazione le esigenze e/o le indicazioni dei diretti interessati». Paolo Berro, che ha dalla sua una forte esperienza in soluzioni di alta tecnologia per la disabilità, dalla domotica (sua l’idea di una smart home) ai viaggi (ha brevettato un apposito sedile-carrozzina per i viaggi in aereo), per Wind curerà le modalità con cui le persone con difficoltà possono migliorare la loro produttività con strumentazioni adeguate. «L’obiettivo è aiutare a far esprimere quelle competenze che possono essere preziose per un’azienda, studiando soluzioni adeguate. Perché non è detto che il posto per un disabile in azienda sia solo quello del call center».
Ma, come detto, oltre che all’interno dell’azienda, lo sguardo di Berro guarderà anche all’esterno, ovvero alla clientela. «Partiamo da un dato di fatto: il solo smartphone ha radicalmente cambiato la vita dei disabili, me per primo. Ora ci è permesso di fare cose che una decina di anni fa erano impossibili: ad esempio la lettura “automatica” dei messaggi, la loro composizione e il loro invio. L’obiettivo è migliorare il rapporto con questa clientela con i punti vendita, che devono essere in grado di proporre uno strumento già in grado di soddisfarne le esigenze». Ma anche dare informazioni importanti, ad esempio che agli smartphone per persone con disabilità si applica l’Iva al 4 per cento, come valutare la presenza di un negozio anche in considerazione delle barriere architettoniche. L’ingegner Berro studierà anche l’inserimento, gratuito, di particolari software che permetteranno un utilizzo più facilitato dello smartphone, cosa che avrà risvolti positivi nelle relazioni. E non solo per i disabili, visto che Berro preferisce parlare di innovazioni per l’accessibilità «perché possono rendere più semplice la vita a tutti, indistintamente». —
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








