Dimissioni per gli insulti social Andreola, solidarietà bipartisan

Piena solidarietà ad Alessia Andreola e ferma condanna per la persecuzione via social che è stata tra i motivi che hanno spinto la consigliera comunale a dare le dimissioni dal proprio incarico, con lettera protocollata lunedì. Il sindaco di Loria, Simone Baggio, replica così alla decisione presa dalla sua avversaria alle ultime elezioni amministrative: «Mi dispiace molto, ho già espresso ad Alessia la mia vicinanza dopo aver letto il suo messaggio con cui spiegava le ragioni delle sue dimissioni. Circa le motivazioni personali ritengo rispettoso non entrare nel merito. Purtroppo c’è anche dell’altro e la cosa mi rattrista. Credevo che, una volta conclusa la campagna elettorale, gli attacchi contro di lei fossero finiti: apprendo che purtroppo non è stato così. È stata decisamente una nota negativa in un confronto tra me e lei che è stato rispettoso e credo costruttivo, per me sicuramente e spero per entrambi. Mi auguro che ora Alessia possa continuare a dare il suo contributo alla vita della nostra comunità, seppur in altra veste».
Andreola ha deciso di prendere carta e penna e vergare le proprie dimissioni dopo che, purtroppo, gli attacchi via Instagram erano proseguiti anche dopo la campagna elettorale. Oltre a questi, Andreola ha lamentato anche «inaudite falsità che continuano a manifestarsi non come elemento di giudizio politico, ma purtroppo per me e per il genere femminile, come giudizio sulla persona». Attacchi iniziati il 21 maggio scorso, attraverso Instagram da un nickname: ne era scaturita una denuncia ai carabinieri per risalire all’autore. Immediatamente la lista concorrente che sosteneva Baggio aveva fatto pervenire la propria solidarietà, stigmatizzando questi attacchi. «Purtroppo stiamo parlando della parte più negativa dei social – continua il sindaco – particolarmente odiosa se colpisce una donna in quanto tale. In questi primi mesi di amministrazione credo abbiamo dimostrato che c’è un impegno concreto contro la violenza sulle donne, di qualunque tipo».
Tra i primi annunci infatti del neoeletto sindaco c’è stato infatti a settembre quello della riapertura del “Centro donna” a Loria, mentre, come in altri comuni, a novembre si è tenuta la campagna di sensibilizzazione su questo tema. «Se Alessia ha deciso così vuol dire che ha ritenuto che questa era la soluzione migliore – dice la sua compagna di lista, la consigliera Erika Bordignon – Dalle critiche agli insulti c’è una grande differenza: in questo caso si è arrivati a un livello che non doveva essere superato, abbiamo raggiunto la malvagità. Rimane il dispiacere perché Alessia è una donna che ha sacrificato molto per la sua comunità». «È stato un fulmine a ciel sereno – la fa eco la consigliera di maggioranza Lucia Sbrissa – non immaginavo che Alessia prendesse questa decisione. È un fatto che rattrista perché nei confronti di chiunque, uomo o donna che sia, nella vita privata o pubblica, una persona deve essere libera di fare le proprie scelte». —
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