Diciottenne travolto e ucciso sulla Pontebbana, la Procura chiede di archiviare l’inchiesta
Verso la conclusione l’indagine sulla morte di Tidiane Cheick Bance il 18 agosto del 2024 davanti all’Odissea a Spresiano per omicidio stradale

La procura della Repubblica di Treviso ha chiesto al gip di archiviare l’inchiesta per omicidio stradale nei confronti di un’infermiera, L.C., 49 anni di Susegana, per l’investimento mortale di Tidiane Cheick Bance, il ragazzo di 18 anni, originario del Burkina Faso, trovato senza vita, all’alba di domenica 18 agosto scorso, sul ciglio della strada sulla Pontebbana, nei pressi del distributore della Tamoil tra Spresiano e Nervesa. Il ragazzo aveva passato la serata all'Odissea e aveva bevuto.
Tra le varie ipotesi circolate dopo il tragico episodio, la dinamica più accreditata tende a collocare la morte del ragazzo proprio nel luogo del suo ritrovamento. Dopo una serata alla discoteca Odissea di Spresiano con amici, Tidiane si sarebbe incamminato a piedi lungo la Pontebbana verso nord, in stato di alterazione psico-fisica dovuta all'eccesso di alcool nel sangue.
Giunto quasi all'altezza del distributore Tamoil, nel territorio di Nervesa si sarebbe autonomamente accasciato (non si sa se per un malore, uno svenimento oppure per la stanchezza) e poi uno dei veicoli in transito lungo la Statale 13 lo avrebbe colpito al capo provocandogli una profonda e mortale ferita alla testa.
Si è pensato ad un pirata, poi sarebbe stata proprio l'infermiera (indagata per omicidio stradale) ad ipotizzare la propria responsabilità. L'alibi, sia per la donna che lo avrebbe di fatto investitosia per gli altri automobilisti che l'avrebbero eventualmente preceduta, sembra essere l'oscurità (l'alba sarebbe sopraggiunta circa un'ora dopo), con la conseguente difficoltà nel comprendere che si trattasse effettivamente di una sagoma umana.
I famigliari di Tidiane Cheick Bance erano intenzionati a opporsi a all’archiviazione dell'inchiesta da parte della Procura di Treviso. Il fratello maggiore Boureima, in particolare, ha conferito all'avvocato Paolo Pastre fiduciario della società “Giesse Risarcimento Danni” l'incarico di rappresentarlo nel procedimento. «Vogliamo che la morte di mio fratello non resti impunita».
Bance aveva vissuto a Ponzano fino al 2020 per poi trasferirsi con la madre in Francia, era tornato in provincia di Treviso da una settimana ed era ospitato da uno zio a San Liberale. Nella terra in cui era nato e cresciuto, e dove forse voleva costruire una vita, ha invece trovato una morte atroce.
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