Dengue, cinque casi nella Marca: tre in una sola settimana
Tutte le infezioni sono d’importazione e legate a viaggi in Paesi endemici. Da San Vendemiano a Resana scattano le disinfestazioni antizanzare per evitare la trasmissione locale

Tre casi di Dengue in una sola settimana, complessivamente cinque da inizio estate. Tutti d’importazione e legati a un soggiorno all’estero in Paesi dove l’infezione è endemica e viene trasmessa dalla puntura di zanzare infette.
L’attenzione dell’autorità sanitaria e dei Comuni della Marca resta quindi alta e massiccio è il piano di bonifiche in corso nelle zone dove risiedono le persone che si sono infettate, così da evitare che l’infezione si propaghi tramite le zanzare autoctone.
Da Cuba
Alle battute finali sono le operazioni di disinfestazione avviate dal Comune di San Vendemiano nella zona tra Cosniga e Zoppè dopo il ricovero di una donna rientrata da Cuba. La cinquantenne è stata ricoverata nei giorni scorsi all’ospedale di Conegliano dopo aver manifestato sintomi importanti dell’infezione: febbre alta, vomito, eruzioni cutanee e abbassamento del valore delle piastrine nel sangue.
È ancora convalescente ma si sta riprendendo. Nel frattempo, sono stati avviati i trattamenti antizanzare nel tratto compreso tra l’intersezione con via Ungheresca e via Po; via Amalteo; vicolo Feltre; via Lorenzo Da Ponte; via San Giuseppe, dall’intersezione con via Lourdes fino al civico 59; e via Ungheresca nord, dall’intersezione con via Lourdes per un tratto lungo trecento metri.
Gli operatori stanno inoltre eseguendo una serie di verifiche “mirate” nei giardini e nei cortili per trattare qualsiasi accumulo d’acqua con prodotti specifici per evitare la proliferazione di uova e larve. Nel frattempo, il Comune ha avviato anche la distribuzione di pastiglie larvicide per gli spazi domestici ai cittadini che vivono nella zona interessata. Non da ultimo, l’Ulss 2 invita tutta la popolazione a rimuovere tutti i ristagni d’acqua perché facilitano la riproduzione degli insetti.
In queste ore
A Resana si è registrato l’ultimo caso di febbre Dengue: si tratta di una donna residente nel Comune, recentemente rientrata da un viaggio nello Sri Lanka. «La paziente è rientrata in Italia il 23 agosto e ha manifestato i primi sintomi il 28 agosto. Il 3 settembre, a causa dell’acuirsi della sintomatologia, si è recata dal medico.
Gli accertamenti effettuati hanno reso necessario il ricovero nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Treviso, dove è monitorata dal punto di vista clinico» fa sapere la direzione sanitaria. Anche in questo caso sono state immediatamente attivate le misure di contenimento e prevenzione del contagio attraverso bonifiche antizanzare: un primo trattamento adulticida nelle prime ore di questa mattina e due ulteriori trattamenti nelle prime ore del mattino di domani e martedì 8 settembre.
Sempre lunedì sono stati pianificati gli interventi larvicidi “porta a porta” finalizzati a individuare e trattare eventuali focolai larvali presenti nelle aree private. In corso è anche la distribuzione di pastiglie larvicide ai cittadini che ne hanno fatto richiesta, per contribuire al controllo delle larve di zanzara nelle proprietà private.
Spiega l’autorità sanitaria: «Gli interventi hanno l’obiettivo di ridurre la presenza delle zanzare vettori e prevenire il rischio di trasmissione locale della malattia». Tra fine agosto e inizio settembre si è registrata anche la diagnosi di Dengue per un ragazzo di Vascon di Carbonera, tornato da un soggiorno in Vietnam. Anche in questa circostanza sono state avviate le operazioni con insetticidi e larvicidi. Il dato conferma comunque la necessità di mantenere alta la sorveglianza, soprattutto dopo i rientri da Paesi dove la malattia è diffusa nonché durante la stagione favorevole alla proliferazione delle zanzare nel nostro territorio.
L’appello dei medici
Non esiste una terapia antivirale specifica contro Dengue ma solo una serie di trattamenti di supporto per idratare il corpo e il paracetamolo per abbassare la febbre. Esiste però un vaccino vivo attenuato, disponibile anche attraverso i servizi delle Ulss, somministrato in due dosi a distanza di tre mesi.
È altamente consigliato a chi è in buona salute e viaggia frequentemente in aree endemiche quali Asia, Africa e America Latina. Il vaccino protegge da tutti e quattro i sierotipi di Dengue. Può essere richiesto insieme a una consulenza all’ambulatorio viaggiatori dell’Ulss 2 che fa capo al dipartimento di Prevenzione. Più in generale, i medici raccomandano tre livelli di protezione per chi soggiorna in paesi esotici: usare repellenti efficaci, indossare abiti coprenti e informare subito il medico se compare febbre al rientro. Anche a livello locale occorre la collaborazione di tutti per evitare la proliferazione delle zanzare.
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