Il crematorio di Treviso raddoppia: «Mai più bare all’aperto»
Venerdì il summit tra Comune e Contarina per la gestione della struttura. Accordo in un mese, dopo 7 anni di stallo, e rinnovo dei servizi cimiteriali. Ca’ Sugana striglia: «Quel che è successo nelle scorse settimane non si ripeta»

Dopo i continui guasti, le interruzioni del servizio, le code dovute al sempre più ampio ricorso alle cremazioni Comune e Contarina la settimana scorsa hanno trovato la quadra che spiana la strada al raddoppio del forno nel cimitero di Santa Bona.
Ci sono voluti sette anni, ed a sbloccare lo stallo sono state anche le recenti immagini pubblicate dal nostro giornale che hanno documentato come la mole di lavoro dell’impianto e la carenza di spazi costringessero gli operatori a depositare all’esterno, sotto sole e pioggia, decine di salme in attesa di cremazione.
Il tavolo venerdì
L’incontro di venerdì scorso tra l’amministrazione e Contarina, gestore dell’impianto comunale, era calendarizzato da tempo. Ma quando abbiamo pubblicato le incredibili immagini delle bare di cartone con i resti delle esumazioni accatastate fuori dall’impianto, anche per giorni, è stata pioggia sul bagnato di una situazione già critica.
Il raddoppio del forno crematorio inaugurato nel 2008 era in stallo da sette anni, da quando nel 2019 il gestore annunciò l’avvio dell’iter per il potenziamento della struttura. Iter mai di fatto realizzato pare anche per la mancanza di una “quadra politica”.
Venerdì il tema è stato discusso, e le problematiche «appianate» a sentire i responsabili dell’amministrazione che con Contarina hanno discusso anche del rinnovo del contratto per la gestione dei servizi cimiteriali. Entro un mese – secondo quanto riferiscono da Ca’ Sugana – la convenzione dovrebbe essere approvata e siglata dando il via ad un nuovo rapporto tra l’ente e Contarina, ma soprattutto a quelle opere oggi «necessarie a fare fronte ai carichi di lavoro di un impianto non più adatti alla mole delle richieste e delle operazioni a svolgere» come aveva detto Contarina cercando di spiegare il caso delle “bare all’aperto”.
La strigliata
Quando avvenuto non poteva non essere argomento di discussione, anche dopo le scuse fatte dall’azienda dopo l’inchiesta fatta dal nostro giornale. «Scene simili non si devono più ripetere, è una questione di rispetto, ancor prima che di correttezza e attenzione del servizio» avrebbero detto da Ca’ Sugana strigliando il gestore.
Passino i guasti e i problemi, ma i resti delle esumazioni lasciati all’aperto in attesa della cremazione «era un’indecenza». Contarina, che aveva già provveduto a dislocare altrove del bare di cartone lasciate all’esterno dell’impianto, ha incassato.
L’ispezione Spisal
Tutto risolto? Tra Contarina e Comune sì, resta da capire cosa avverrà ora al crematorio prima dell’avvio dei lavori di raddoppio. Il sindacato Uil a inizio maggio ha fatto un esposto per gravi carenze sulla sicurezza e la salubrità del lavoro nel crematorio sia allo Spisal che all’Ispettorato del lavoro. È stata chiesta una ispezione urgente che potrebbe scattare nel breve, anche a seguito di quanto emerso nei giorni scorsi. Dall’esito dell’ispezione potrebbe dipendere il prosieguo dei lavori.
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