Crediti d’imposta per cantieri inesistenti: imprenditori e professionisti nei guai
L’indagine della Finanza di Padova sull’uso illecito del Decreto Rilancio, nel mirino due imprenditori edili, un commercialista, un architetto, un ingegnere e un ragioniere. Coinvolta una impresa del Trevigiano, danni all’Erario per mezzo milione di euro

Crediti d’imposta per lavori mai effettuati o eseguiti solo in parte, con un danno complessivo per le casse dello Stato che ammonta a circa 550.000 euro. È l'esito dell’indagine della Guardia di finanza di Padova, che ha portato alla denuncia di sei persone: due imprenditori edili e quattro professionisti (tra cui tre padovani), accusati a vario titolo di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falsa asseverazione.
Ai due imprenditori viene inoltre contestato il reato di autoriciclaggio per aver reinvestito 120.000 euro di crediti illeciti in altre attività economiche. L’indagine è scattata a seguito della denuncia presentata dai residenti di un condominio. I condomini si erano affidati a un’impresa edile della provincia di Treviso per interventi di efficientamento energetico, sfruttando le agevolazioni fiscali del Decreto Rilancio tramite lo sconto in fattura.
Gli accertamenti delle Fiamme Gialle hanno fatto luce su un sistema ben strutturato che coinvolgeva tre complessi immobiliari situati tra Padova e Abano Terme. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la ditta appaltatrice avrebbe agito con la complicità determinante di un gruppo di professionisti: il proprio commercialista, un architetto, un ingegnere e un ragioniere con funzioni di amministratore condominiale.
Insieme avrebbero inviato all’Agenzia delle Entrate documentazione e attestazioni false per accedere indebitamente alle agevolazioni del Superbonus 110%, del Bonus Facciate (90%) e del Bonus Ristrutturazioni (50%), dichiarando interventi edili in realtà mai realizzati o lasciati a metà.
Nei giorni scorsi la Procura di Padova ha notificato a tutti e sei gli indagati l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. «Si tratta di un'importante operazione a tutela dei cittadini e degli operatori economici onesti, volta a contrastare chi altera la concorrenza e sottrae risorse pubbliche destinate al sostegno di famiglie e imprese», il commento della Finanza.
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