Conegliano, bastonate in piazza Cima: fu una spedizione punitiva

E’ iniziato il processo a carico di undici giovani autori dell’assalto del 2021

Marco Filippi

È iniziato ieri 19 maggio mattina, in un’aula del tribunale di Treviso il processo a undici giovani kosovari autori della spedizione punitiva di piazza Cima a Conegliano del maggio 2021. Un fatto che destò scalpore perché i filmati di quell’aggressione squadrista a colpi di mazza e spranghe, a tre ragazzi dell’Est, seduti a bere nel plateatico del “Caffè al Teatro”, rimbalzarono in rete e fecero il giro d’Italia.

Undici imputati

Si tratta di giovani kosovari, tra i 25 e i 28 anni (difesi dagli avvocati Fabio Crea, Alessandro Caleca Sartore, Alessandro Schillaci e Paola Miotti), accusati di lesioni personali, porto ingiustificato di oggetti atti a offendere (mazze da baseball e spranghe) e danneggiamento (per aver distrutto 10 sedie, 18 tavolini e una decina di stoviglie, posaceneri e bicchieri).

Quattro le parti offese: E.A. di 21 anni, I.A. di 27 anni e B.I. 22 anni, tutti residenti a Conegliano (costituitisi parte civile con l’avvocato Carlotta Bernardi), e Matteo Boscarato, titolare del “Caffè al Teatro” (che non si è costituito parte civile). I primi tre erano i giovani, bersaglio della spedizione punitiva che riportarono dai 12 ai 20 giorni di prognosi.

Tutti i nomi

Alla sbarra sono finiti Qendrim Gashi, 26 anni di Merano, Astrit Veselaj, 26 anni di Treviso, Ibrahim Bajrami, 27 anni di Venezia, Muharem Brestovci, 26 anni di Tolentino, Jetlir Lushai, 27 anni di Treviso, Altin Bajrami, 26 anni di Mestre, Shkelzen Zogaj, 26 anni di Conegliano, Gazmend Kodraliu, 26 anni di Vedelago, Dorjan Asslanaj, 25 anni di Treviso, Flamur Beqiraj, 28 anni di San Biagio, e Genis Bytyq, 28 anni di Silea.

La spedizione durò meno di un minuto, ma l’episodio, per la brutalità, la violenza, l’ora e il luogo in cui avvenne (era una domenica pomeriggio) lasciò il segno anche per l’immagine della città del Cima. Mancavano pochi minuti alle 15.30 quando tre giovani si sedettero a un tavolino all’aperto sotto alla scalinata del Teatro Accademia.

Poco dopo furono raggiunti e accerchiati da un gruppo di rivali, formato da almeno una dozzina di giovani kosovari. Dopo un incrocio di sguardi, iniziò il pestaggio. Spuntarono spranghe di ferro, mazze da baseball e partirono i colpi. I ragazzi aggrediti cercarono di difendersi e di scappare in diverse direzioni.

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La spedizione

Lanciarono contro gli aggressori sedie e tavolini del bar, cercando di usarli come scudi. Vennero inseguiti e presi a bastonate. I colpi arrivarono sulle braccia e anche sulla testa. Uno dei giovani aggrediti, dopo essere inciampato, fu accerchiato e picchiato brutalmente. In meno di un minuto il plateatico fu completamente vandalizzato, la gente per la paura si dileguò in fretta e gli aggressori tornarono ordinatamente indietro da dove erano venuti, tra gli sguardi impietriti delle persone sedute nei bar circostanti. Alcuni testimoni ebbero il coraggio di filmare le scene cruente che fecero poi il giro del web.

Il precedente

La spedizione punitiva era stata organizzata proprio per vendicare un’aggressione subita, due giorni prima, da due di loro proprio ad opera delle loro vittime. I due giovani picchiati andarono poi dai carabinieri a denunciare i loro aggressori ma evidentemente raccontarono ai loro amici quanto successo e organizzarono così la spedizione punitiva in piazza Cima a Conegliano. Nei prossimi giorni ci sarà il processo a parti inverse.

Il processo

Il processo è iniziato formalmente ieri davanti al giudice Sara Pitinari. Il pubblico ministero e i legali della difesa e della parte civile hanno presentato le rispettive liste dei testimoni. S’è trattato di un’udienza prettamente tecnica al termine della quale il giudice ha disposto il rinvio al prossimo 4 dicembre per l’inizio dell’audizione dei testimoni. Tra loro gli agenti del commissariato di Conegliano che avevano condotto le indagini individuando gli undici imputati finiti a processo.

 

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