Conegliano occupa Ca’ Sugana Dirigenti “foresti” nella giunta Conte

Qualcuno lo chiama scherzosamente il “clan di Conegliano”, qualcun altro sottolinea la stranezza di quello che appare ormai un “corridoio privilegiato”. Di certo c’è un fatto: gli ultimi tre quadri nominati dal Comune, più altri due precedenti, provengono dalla città del Cima. L’ultimo entrerà in servizio tra due settimane ed andrà a sostituire Flavio Elia, dirigente del settore appalti e personale: una colonna portante di Ca’ Sugana, in pensione dal 13 aprile.
i coneglianesi
L’ultimo, fresco di nomina, è Gaspare Corocher, che ieri è stato ufficializzato. Cinquantaquattro anni, già dirigente a Caorle, è in forze al Comune di Conegliano, ma prima di questi due incarichi ha gestito finanze e appalti anche a Oderzo, dov’è stato anche dirigente dell’opera Pia nonché membro del nucleo di valutazione per varie amministrazioni. Ultimo incarico, come detto, Conegliano. La stessa città che ha dato gli ultimi maxi dirigenti di Ca’ Sugana. Casualità? Di certo un caso. Prima di Corocher ad essersi trasferito a Ca’ Sugana dopo appena un anno dalla nomina a segretario comunale di Conegliano (2017) è stato Lorenzo Traina, attuale segretario generale a Ca’ Sugana, nomina che per lui ha segnato l’ennesimo atto di una lunghissima e qualificata carriera tra palazzi amministrativi della Marca e non solo. E guardacaso Traina subentrava al posto lasciato vacante da un altro ex dirigente coneglianese: Maurizio Tondato, uomo di punta della macchina amministrativa di Ca’ Sugana (finanze, appalti, etc.) nonché comandante della polizia locale e vice segretario. E prima di Tondato? C’era Luigi Manzan, altro super dirigente arrivato da Conegliano. E volendo andare ancora più indietro nel tempo bisognerebbe citare anche Giuseppe Sorge, ex segretario comunale.
Il cambio
L’avvicendamento tra Corocher e Flavio Elia avverrà nel silenzio di una Ca’ Sugana “chiusa” per emergenza virus «ma senza soluzione di continuità» spiega lo stesso dirigente uscente, Flavio Elia, guida del settore affari generali, risorse umane, contratti e appalti, coordinatore area amministrativa e vice segretario generale, «abbiamo attentamente studiato i tempi per evitare disagi».
Addio dopo un quarto di secolo
La pensione di Flavio Elia porta con sé due unicità: sarà la prima in tempi di telelavoro, e avverrà dopo una carriera a Ca’ Sugana lunga 24 anni. Non ci saranno brindisi, almeno per adesso, per salutarlo all’uscita dal Comune. Il suo pensionamento scatterà da quando, il12 aprile prossimo, spegnerà il computer con cui opera da giorni in telelavoro. «Certo non me lo immaginavo così» ammette Elia, «non mi sarei mai immaginato di vivere una situazione come quella attuale. Ma ci sarà il tempo per i brindisi», dice con la consueta presenza di spirito, «e ne faremo di belli». Flavio Elia mise piede per la prima volta a Ca’ Sugana il primo maggio 1996. Da allora ha sempre rivestito ruoli apicali della pubblica amministrazione trevigiana, dal sociale agli appalti e alle finanze, ma soprattutto è stato vent’anni a tu per tu con il personale di cui è stato referente. Progetti per il dopo? Appassionato sportivo (pallavolo da ex giocatore in primis), vivace, attivissimo per natura, ancora non ne ha da fare: «Ci sarà molto su cui riflettere», dice con la calma posata del catanese doc, per quanto ormai trevigiano di adozione. E a Ca’ Sugana confida di aver trovato degno sostituto alle sue altezze da pallavolista. –
Federico de wOlanski
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso