Conegliano, i negozi sfitti e dismessi diventeranno case e uffici

La novità è emersa dall'esame delle osservazioni alla variante al Piano degli interventi. Per la trasformazione occorre però che la nuova destinazione fosse documentata prima del 1976, quindi almeno 50 anni fa

Diego Bortolotto
Possibile cambio di destinazione d’uso per i negozi chiusi
Possibile cambio di destinazione d’uso per i negozi chiusi

Un ex negozio potrà tornare a essere un'abitazione, ma solo se il proprietario riuscirà a dimostrare che prima del 1976, quindi almeno 50 anni fa, quel pianoterra era già destinato a casa.

È questa la novità emersa dall'esame delle osservazioni alla variante al Piano degli interventi, affrontata lunedì sera dalla commissione urbanistica. Una possibilità che riguarda alcuni locali sfitti del centro e delle zone limitrofe, ma che non apre la strada a una trasformazione indiscriminata dei negozi vuoti in appartamenti.

Vietato trasformare i locali commerciali in garage.

La novità

La modifica nasce da una delle tre osservazioni presentate alla variante, adottata nei mesi scorsi dal Comune per adeguarsi a una recente norma regionale.

L'osservazione dovrebbe essere accolta dal consiglio comunale nella seduta della prossima settimana, mentre le altre due saranno respinte. La regola è semplice: non basta che un negozio sia chiuso. Per trasformarlo in un alloggio bisognerà dimostrare che nello stesso immobile, al pianoterra, esisteva una residenza negli anni Settanta.

Il problema

Il problema dei locali sfitti, infatti, non riguarda soltanto il centro storico. Anche in altri quartieri della città ci sono immobili che un tempo ospitavano negozi e che oggi non vengono più utilizzati.

In alcuni casi le richieste di cambio di destinazione riguardano la possibilità di trasformarli in uffici, laboratori, attività artigianali o palestre. «Ci sono 12 richieste di cambio di destinazione d'uso che riguardano soprattutto le periferie», ha spiegato in commissione il vicesindaco e assessore all'urbanistica Claudio Toppan.

Il Comune, ha aggiunto, ha dovuto procedere rapidamente per applicare la nuova normativa regionale, mentre in futuro ci sarà la possibilità di intervenire in maniera più precisa. «Questa norma andava applicata velocemente – ha spiegato Toppan –. La prossima amministrazione potrà fare una mappatura».

No ai box auto

L'amministrazione ha scelto invece di mettere uno stop alla trasformazione dei locali al pianoterra in box auto. «Ci premeva vietare le trasformazioni in autorimesse – ha sottolineato Toppan –. Questa norma andrà aggiustata nel tempo e dovrà essere molto più puntuale». Proprio la necessità di regole più precise è emersa durante il confronto in commissione.

Nel dibattito è intervenuto anche il consigliere Alessandro Bortoluzzi, sollevando il caso dei pianoterra che non si affacciano direttamente sulla strada, ma su corti interne. «In quelle situazioni non vedo una logica nel cambio di destinazione d'uso», ha osservato. Una questione che la stessa amministrazione ha riconosciuto come meritevole di attenzione. «È corretta l'osservazione del consigliere Bortoluzzi – ha risposto Toppan –, però un'analisi di questo tipo andrà fatta in seconda battuta». La variante arriva ora al passaggio decisivo in Consiglio.

 

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