Morto in moto a Tenerife, il dolore della mamma di Eros: «Strada piena di buche»
Scarne le informazioni ufficiali delle autorità spagnole sullo schianto mortale che è costato la vita a Eros Michielin di Conegliano. I media iberici: «Quella arteria è già costata la vita a tanti motociclisti». Il commosso ricordo di colleghi, amici e clienti

In attesa del ritorno della salma in Italia, una città si stringe nel ricordo di Eros Michielin. A Conegliano e nel Coneglianese si moltiplicano i messaggi di cordoglio per il 52enne morto in un incidente in moto a Tenerife, insieme all’amico Manolo, 48 anni. Sull’isola, “Eros del Maltese” aveva scelto di ricominciare, realizzando quello che era un suo sogno. Lì a luglio aveva portato anche la moto, dopo un viaggio di 3.600 chilometri con mamma Nadia.
L’incidente
Restano da chiarire le circostanze dell'incidente, avvenuto nella notte tra sabato e domenica in un tratto di autostrada Tf-1 a Granadilla de Abona. Le autorità spagnole non avevano ufficializzato nemmeno la nazionalità delle vittime, entrambe italiane. Mamma Nadia ha puntato il dito contro una strada definita “piena di buche”. I media spagnoli, nei loro servizi sull’accaduto, parlano di un’arteria già costata la vita a molti motociclisti, anche di recente. Oltre alla madre, Eros Michielin lascia il fratello Riccardo e tantissimi amici. In queste ore scorrono fotografie, serate, abbracci e momenti condivisi, soprattutto alla birreria Il Maltese di Parè, che per oltre quindici anni era stata il suo mondo e un punto di ritrovo per diverse generazioni di clienti.
Un barista e un amico
Per tanti, Eros era molto più di un oste: un amico, un confidente, una presenza capace di lasciare il segno anche dopo una semplice serata davanti a una birra. Tra le tante testimonianze c'è quella di Gianluca, uno dei suoi amici, che affida a un messaggio il peso di una perdita difficile da accettare.
«Potrei stare qui ore a raccontare delle nottate insieme, delle risate, delle avventure, ma soprattutto di tutte quelle stupidate e di quei discorsi seri che, non so come, riuscivamo sempre a far convivere nella stessa conversazione». Un ritratto che restituisce il carattere del cinquantaseienne, capace di passare con naturalezza dall'ironia alle conversazioni più profonde. «Oggi non se ne va soltanto un amico, un uomo buono dal cuore immenso», scrive.
I colleghi commossi
Il Maltese ritorna in molti dei ricordi condivisi in queste ore. Elisa, che aveva lavorato nella birreria, ripensa ai sei anni trascorso insieme: «Non solo un titolare ma anche un amico, un confidente, un compagno di avventure. E li ricordo con molta gioia. Mi mancherai».
Parole semplici, accompagnate da un ultimo messaggio che oggi assume un significato ancora più forte: «Come ti ho detto la penultima volta che ci siamo sentiti, ti voglio bene. Grazie per tutto». Anche chi frequentava il locale da cliente sente di aver perso qualcuno di familiare. Michela lo ricorda dietro al bancone, pronto a suggerire una birra da provare: «Eros, ti ricorderò nel tuo amato pub a Conegliano, sempre pronto a consigliarmi una birra nuova». E ripensa alla nuova vita che l'amico aveva inseguito sull'isola: «Sapere che finalmente eri riuscito ad arrivare poi nel Paese che tanto sognavi, non ho parole, mi si spezza il cuore».
Il ricordo dei clienti
Maria, un'altra cliente del pub di Parè, lo definisce un «personaggio indimenticabile: poliedrico, istrionico, sensibile, sempre con la battuta pronta e costantemente disposto a rischiare per migliorare». Per lei e i suoi amici il venerdì sera al Maltese era una tappa fissa. «Porterò per sempre con me la tua solarità e la tua energia».
C'è poi chi ricorda soprattutto l'accoglienza, il suo essere. «Mi facevi sentire a casa ogni volta che venivo a trovarti», scrive Lisa, che conserva l'immagine più familiare dell'amico. «Voglio ricordarti sempre così, con il sorriso stampato in volto. Sarai sempre un grande uomo e rimarrai nel cuore di tutti coloro che hanno avuto la possibilità di conoscerti».
La scelta di vita
È il filo che unisce i numerosi messaggi di cordoglio arrivati in queste ore, ancora segnate dall'incredulità per il dramma avvenuto a Tenerife. Il ricordo di un uomo che aveva saputo costruire legami, prima dietro al bancone del Maltese e poi nelle nuove avventure lontano da casa. Eros aveva scelto le Canarie, dopo aver girato fin da giovane mezzo mondo, per vivere vicino all'oceano e continuare a seguire le proprie passioni, senza però recidere il legame con Conegliano.
Fino alle Canarie ci era arrivato in moto con la mamma, che gliel’aveva chiesto come un regalo, poi lei era tornata a Conegliano. Gli amici avevano continuato a sentirlo parte delle loro vite, anche a distanza. Ora l'attesa è per il rientro della salma dall'isola, per poterlo salutare ancora una volta e stringersi nel ricordo di un amico che ha lasciato un segno profondo in tante persone. Sull’incidente successo alle tre di notte di domenica e costato due vite qualcosa di più potrebbe emergere nei prossimi giorni.
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