Concerto di campane a Serravalle: «Arte protetta dall’Unesco»
I tradizionali “foghi” di Santa Augusta annullati per il rischio incendi, ma a Vittorio Veneto spettacolo non è mancato

Piove a dirotto. Ma quando Diego e gli amici scampanotadors, indossati i guanti e le cuffie, cominciano il loro concerto, compare il sole sul cielo di Serravalle. «Il miracolo di Santa Gusta», ammette l’arciprete, monsignor Massimo Bazzicchetto, jeans e maglietta, che è voluto salire anche lui, lassù sulla torre campanaria.
Venerdì 21 agosto, per la festa tradizionale di Santa Augusta, non ci sono fuochi d’artificio causa il pericolo incendi, ma lo spettacolo offerto dai “Scampanotadors furlans” è stata una novità molto apprezzata. Sono giovani, dai mestieri più disparati: architetto, ingegnere, autista Mom. Nel tempo libero praticano l’arte campanaria andando a scuola in Friuli, dove la tradizione ha la storia dalla sua parte.

Diego Bellese è di Negrisia. «Voi, qui a Vittorio Veneto, avete le colline come Patrimonio Unesco, ma dal 2024 lo è anche l’arte che il nostro gruppo propone nelle feste paesane, in particolari celebrazioni, perfino in qualche matrimonio» racconta. Si fa aiutare, sempre più spesso, da Elia Casadoro, Thomas Alghersi, Andrea Paro ed altri ancora. Nella fase della scampanottata - spiega - la campana maggiore viene mossa a mezzo di una corda, mentre le campane minori rimangono ferme ed a movimentarsi sono i battagli. Le scampanottate si concludono con la distesa completa dei bronzi comandata dai motori automatici dell’impianto.
Il concerto si è concluso sulla soglia delle celebrazione religiosa in duomo, con l’esposizione della reliquia della santa, e dell’incontro culturale promosso dal Comitato festeggiamenti. Sabato 22 agosto la festività, con messe ogni ora in santuario e il pontificale del vescovo Riccardo Battocchio, alle 11, in Duomo.
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