Commerciante nigeriano con 500 auto intestate

Le dava in uso a spacciatori connazionali. I carabinieri l’hanno denunciato per truffa ai danni dello Stato e falso

Quasi cinquecento automobili intestate a suo nome. Una parte di queste ancora in circolazione e nella disponibilità di spacciatori. Dopo mesi di indagini i carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno denunciato un commerciante d’auto nigeriano di 41 anni, residente a Canaro in provincia di Rovigo, per i reati di falsità ideologica e truffa in concorso.

Le indagini sono scattate dopo l’arresto di un nigeriano perché trovato in possesso di alcune dosi di droga di cui aveva inutilmente provato a disfarsi gettandole dal finestrino della macchina su cui stava viaggiando. I carabinieri, dopo avergli messo le manette ai polsi, hanno quindi iniziato ad indagare sulla macchina e in breve tempo hanno scoperto che non era intestata all’uomo che era stato appena fermato, ma al quarantunenne nigeriano. Approfondendo alcuni aspetti legati alla sua identità è quindi emerso che questi aveva intestata una partita Iva come commerciante d’auto. Un fatto però che strideva con i risicati numeri della sua presunta attività: appena 24 mezzi venduti sui quasi 500 che aveva intestati a suo nome.

Più di cento di queste sono attualmente ancora in circolazione, concessi in uso a connazionali dediti alla commissione di reati prevalentemente nel campo degli stupefacenti. Nella circostanza veniva inoltre appurato che i veicoli intestati all’indagato erano rimasti coinvolti in ben 76 incidenti ma solo 27 risultavano essere coperti da assicurazione. Venivano pertanto elevate e notificate 93 contravvenzioni per l’articolo 94 bis codice della strada per un importo complessivo di circa 50.000 euro con richiesta di emissione del decreto di blocco anagrafico al pubblico registro automobilistico e all’ufficio motorizzazione civile, allo scopo di evitarne la prosecuzione dell’attività illecita.

Negli anni scorsi era stata anche sgominata una banda dedita alla denuncia di falsi incidenti. Frenavano all'improvviso, si facevano tamponare, poi scattavano le richieste di risarcimento multiple: quasi sempre, guarda caso, nell’auto c’erano cinque persone. E quasi sempre nigeriane. Una maxi-truffa ripetuta, con circa 500 incidenti. Dopo anni di duro e complicato lavoro di ricostruzione, la polizia giudiziaria della Polizia di Stato aveva completato il lavoro su quei faldoni: un centinaio su circa 500 casi sono avvenuti fuori provincia, per questo i fascicoli erano stati spediti alle Procure di competenza. —

G.B.

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