Colline Unesco, incubo piromani. Esplosi tre incendi in tre giorni
L’altra notte fiamme anche a Longhere. Doloso il rogo di Farra di Soligo, indagini su quello di Cison. Il sindaco Perencin fa passare al setaccio le telecamere per individuare i colpevoli

Tre incendi hanno colpito l’area delle colline Unesco in questi giorni e l’allarme si è subito alzato, da parte dei sindaci, dei volontari dell’Avab e anche dei vigili del fuoco. Vigilanza massima contro eventuali piromani.
Domenica mattina, 9 marzo, i pompieri sono infatti intervenuti, sia da Vittorio Veneto che da Conegliano, per spegnere un incendio in un’area boschiva, ai margini del centro di Cison. Precisamente in via Belvedere, raggiungibile solo con un fuoristrada. Insieme ai pompieri sono intervenuti anche i carabinieri. È stato trovato un braciere. Potrebbe quindi trattarsi di fiamme colpose e non dolose. Certo è che la prospettiva di un piromane non è stata del tutto scartata.
In ogni caso non è stato facile bonificare l’area, trattandosi di un versante in particolare pendenza.
Nella notte tra domenica e lunedì, lungo la Vallata, precisamente a Longhere, quindi in territorio comunale di Vittorio Veneto, si è verificato un altro principio d’incendio. Tra l’altro nelle vicinanze di un’abitazione. Nessun danno, però, a persone e cose. Ma tanta paura, perché se i vigili del fuoco non fossero intervenuti rapidamente, la casa avrebbe patito sicuramente dei gravi danni.
Da qui l’invito del sindaco Mirella Balliana a prestare la massima attenzione: «Adottiamo comportamenti di prudenza nell’accendere fuochi all’interno ma anche all’esterno delle abitazioni. Anche se in queste ore ci sono state delle precipitazioni che hanno attenuato i rischi. Non si dimentichi poi che l’imprudenza può recar danno a se stessi ma anche agli altri, compromettendo la sicurezza pubblica». Nel caso di Longhere, in effetti, l’incendio è avvenuto in una situazione sociale problematica.
Mattia Perencin, sindaco di Farra di Soligo, che sul finire della scorsa settimana aveva trascorso buona parte di una notte sul Col de Fer, dove vigili del fuoco e volontari dell’Avab si prodigavano a spegnere un incendio, è convinto che quell’episodio non abbia spiegazioni naturali. Qualcuno ha provocato il rogo.
«Proprio per questo – precisa il sindaco – ho chiesto ai residenti e in particolare ai cacciatori che dispongono di fototrappole di controllare le telecamere sia sul Colle di San Gallo che a valle».
Sul Col del Fer sono finiti in fiamme circa mille metri quadrati di sottobosco e anche numerose piante, nella proprietà della famiglia Battistella. «Solo domenica abbiamo avuto sulle Prealpi venete tre incendi – è il resoconto dell’assessore regionale Giampaolo Bottacin -. Stiamo verificando le cause, riteniamo che in nessuno dei tre casi siano naturali. E, d’altra parte, dalle statistiche risulta che in qualche modo la mano dell’uomo abbia un ruolo in 9 incendi ogni 10».
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