Code e proteste all’Ecocentro di Treviso: sfiorata la rissa per un sorpasso

TREVISO. Ancora disagi all’ecocentro Contarina per i rifiuti ingombranti di San Giuseppe. Ancora lentezze, scomodità e code. Come quella di ieri pomeriggio, complice il periodo festivo, con i soliti maleducati, a dir poco, che cercano di scavalcare la fila, tanto che per poco non è scoppiata la rissa. A raccontare l’ennesimo pomeriggio di ordinaria follia è un residente, Vittore Trabucco, da sempre in prima linea nel segnalare disservizi e disagi di San Giuseppe: «Lunedì c’era un’incredibile fila di auto in coda, in viale della Serenissima», racconta Trabucco, «Si sono vissuti momenti di altissima tensione. La fila di automezzi diretti all’ecocentro si snodava lungo la bretella che scende da viale della Serenissima e continuava lungo lo stesso viale.
Naturalmente c’è stato chi, senza rispetto alcuno per gli altri che stavano in coda, ha cercato di scavalcarli mettendosi in doppia fila per poi cercare di rientrare, suscitando le sacrosante contumelie del resto degli incolonnati. Dalle parole, anche triviali, si stava passando ai fatti per la strafottente arroganza di alcuni di questi fenomeni».
Ma non c’è solo l’arroganza di chi non vuole aspettare il proprio turno per scaricare i rifiuti ingombranti: c’è anche quella, secondo Trabucco ma non solo, degli immigrati che ormai si sono organizzati per “dirottare” i rifiuti: «Un’arroganza incredibile», dice Trabucco, «Quotidianamente stazionano all’ecocentro, invitando “caldamente” gli occupanti dei veicoli ad aprire il bagagliaio per visionare gli oggetti da conferire. E lunedì erano ancor più insistenti e spregiudicati del solito, vista la fila lunghissima e gli autoveicoli fermi in attesa.
A farne le spese, tra gli altri, un’anziana che si è vista assalire da un energumeno a manate sul finestrino, insultata con epiteti irripetibili». Una situazione paradossale, vergognosa. Anche perché, come sempre accade, «il tutto accadeva nel deserto di un qualsiasi pattugliamento che sarebbe stato provvidenziale per calmare questi individui», sottolinea Trabucco.
Insomma, per la zona dell’ecocentro di San Giuseppe, nonostante la gente se ne lamenti ormai da anni, si può parlare di «zona franca dove, piange il cuore dirlo, vige la legge della prepotente arroganza e a farne le spese, è pure l’ambiente circostante», conclude Trabucco a nome di tanti trevigiani, «ultimo miglio dell’Ostiglia in primis, dove vengono gettati gli oggetti scartati dalle veloci cernite tra i rifiuti ingombranti di questi vandali ma anche quelli buttati dai trevigiani in corsa pur di saltare la coda. Comportamenti di vigliacca stupidità che, incredibilmente visto il ripetersi continuo degli episodi, non trovano al momento alcun riscontro sanzionatorio».
Sono anni che si segnala questa situazione di degrado. Comune e Contarina continuano a promettere che il problema verrà risolto. Ma non si muove foglia.
A.Z.
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