Città protetta dagli attacchi della Lega di Cambrai
Nel medioevo Treviso aveva mura merlate con una dozzina di porte. Resti di queste mura sono ancora visibili a porta Altinia. Dopo la sconfitta di Agnadello (1509), Venezia decise di rifortificare Treviso dando l’incarico a frate Giovanni Giocondo da Verona.
Tra il 1509 e il 1518 furono demolite le mura medievali. Le nuove mura furono costruite a terrapieno, con all’esterno una muraglia in laterizio - più resistente all’artiglieria - con a due terzi dell’altezza un cordolo in pietra d’Istria e bassorilievi con il leone di San Marco. Fu quindi deviato il corso del Botteniga per creare intorno alle mura un fossato: con il sistema di chiuse che ancora si può vedere sotto Ponte de Pria, si poteva allagare la spianata per bloccare il nemico. Nel 1511 l’assedio della Lega di Cambrai, respinto. Le porte furono quindi ridotte a tre. Tra il 1514 e il 1515 fu costruita porta Altinia. Alla fine della guerra, i podestà Nicolò Vendramin e Paolo Nani trasformarono porta Santi Quaranta e porta San Tomaso in qualcosa di simile agli archi trionfali romani. Nella seconda metà del 1800 sul terrapieno venne ricavato l’attuale viale alberato. Nello stesso periodo le mura vennero trasformate in barriera daziaria. In seguito venne abbattuto il tratto di mura a sud-ovest e vennero aperti gli attuali varchi.
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