«Città della cultura, fuori Montebelluna»

Zanin e Casellato (Pd) al ministro Franceschini: «Favero ha marciato contro l’hub, la città va esclusa dalle finaliste»
DeMarchi Giavera marcia a favore degli immigrati
DeMarchi Giavera marcia a favore degli immigrati

MONTEBELLUNA. Precisa, diretta e sicuramente inattesa, arriva la richiesta del deputato Pd pordenonese Giorgio Zanin, sottoscritta dalla collega trevigiana Floriana Casellato, di escludere Montebelluna dalle città finaliste per il titolo di Capitale della Cultura 2018. Destinatario dell’interrogazione è il ministro Dario Franceschini. Il motivo della richiesta: la partecipazione del sindaco Marzio Favero alla manifestazione contro l’hub per i profughi di Volpago. «Una partecipazione», osserva Zanin, «chiaramente contraria ai principi sottesi al titolo che verrà conferito il prossimo 31 gennaio». E continua: «Favero si è mostrato contrario alle politiche di integrazione nei confronti dei profughi. Uno spirito questo del tutto contrario all’obiett+ivo della cultura e di chi debba portarne il ruolo di simbolo, dal momento che il bando per la nomina della capitale prevede che il progetto sia efficace come azione culturale diretta al rafforzamento della coesione e dell’inclusione sociale. Non si può perciò negare che il concetto ricomprenda anche il tema dell'accoglienza». E quindi Zanin ritiene che si debba valutare l’esclusione della città di Montebelluna dai finalisti. Un’interrogazione che rischia di spegnere il sogno montebellunese.

Alla fiaccolata del 28 dicembre a Volpago i sindaci dei cinque comuni montelliani c’erano tutti, assieme a qualcun altro dei comuni vicini. Alla “Marcia dei 1000 piedi” nessuno di loro si è fatto vedere. L'invito da parte di “Ritmi e danze dal mondo” era stato esteso ai sindaci, ma solo Alberto Cappelletto, di San Biagio di Callalta, ha partecipato. Né Marzio Favero, né i colleghi di Volpago, Crocetta, Nervesa e Giavera si sono fatti vedere alla manifestazione di domenica che era una risposta alla fiaccolata del 28 dicembre e soprattutto allo striscione razzista steso in quell’occasione. Tuttavia cinquemila persone a manifestare per la tolleranza e l’accoglienza diffusa, non certo per trasformare l’ex polveriera in un hub per profughi, è un dato che li ha indotti a porsi qualche domanda e a darsi qualche risposta. «Tutti hanno diritto a fare le manifestazioni che vogliono», dice Marianella Tormena, sindaco leghista di Crocetta del Montello, «Noi abbiamo già espresso la nostra opinione e io resto ferma su quella posizione. Io non so nulla di come sia andata la manifestazione di domenica, ma rimango contraria a mettere dei profughi nella ex polveriera». Era una manifestazione pro una accoglienza diffusa, non per aprire un hub all'ex polveriera. «L’accoglienza diffusa è un'altra cosa», dice il sindaco di Crocetta.

Marzio Favero si tiene prudente: «Nessun commento da fare. Mi sembra che sia andato tutto bene, che sia stato tutto tranquillo e non ci siano state polemiche. È stata fatta e chiusa». Unico sindaco non leghista presente alla fiaccolata di Volpago e assente alla marcia dell’altro ieri a Giavera è Maurizio Cavallin, sindaco proprio di Giavera, il comune che ospita da tanti anni Ritmi e Danze dal mondo. «Mi pare che sia andato tutto bene», afferma Cavallin, «È stata una bella manifestazione ma forse è mancato qualcosa perché il Montello non ha risposto. Noi sindaci non abbiamo partecipato perché era meglio che le amministrazioni comunali rimanessero fuori».

Fabio Vettori è sindaco di Nervesa e pure lui è leghista. Domenica era alla festa degli alpini: «Mi pare che sia stata una manifestazione che si è mossa nella stessa ottica, dire che l'ex polveriera non è idonea per mettervi dei profughi. In questo senso c'è una piena condivisione. Poi è vero che quello striscione apparso alla fiaccolata di Volpago era da biasimare. L'accoglienza diffusa è una soluzione che evita concentrazioni, il punto è per quanto tempo va gestita?».

Paolo Guizzo è sindaco leghista di Volpago, ossia del paese della ex polveriera: «Anche quelli che hanno marciato sono contrari a concentrarli in caserme ed ex siti militari. Pure il Governo sembra andare nella nostra stessa ottica». E la sua, sui social, la dice anche il sindaco di Cornuda, Claudio Sartor: «Domenica c'è stato l'ennesimo tentativo di imporre delle scelte alla gente del Montello».

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