Chiesa ortodossa a Casella d’Asolo Sarà costruita dove c’è l’ecocentro

Accordo tra amministrazione e comunità locale rumena Il vicesindaco Dalla Rosa: «Diamo ascolto ai bisogni di tutti» 

ASOLO. Una chiesa ortodossa ad Asolo dove ora c’è l’ecocentro di Contarina, che si sposta a sud della zona industriale di Fonte. Entrambe le decisioni, pur non essendoci ancora le firme, sono definitive e le due amministrazioni stanno prendendo accordi operativi: Fonte da una parte, per realizzare un centro di raccolta attrezzato e funzionale che possa servire un bacino di utenza di circa ventimila persone, e Asolo, che, dopo aver fatto un bando di interesse lo scorso anno per sondare il terreno, si sta a sua volta attivando affinché la comunità ortodossa, ora in una struttura in affitto, sempre ad Asolo, abbia una vera chiesa. Proprio Asolo approfitta della nuova area che sarà presto libera dall’ecocentro, anche se non si hanno ancora tempistiche.

«Una scelta presa, anche se per ora non ci sono firme: faticosa da far digerire a qualcuno ma doverosa verso la comunità rumena, che vive e lavora da anni nel nostro territorio, molto ben integrata», sono le parole di Franco Dalla Rosa, vicesindaco di Asolo, «un’amministrazione dà ascolto ai bisogni di tutti i cittadini e la comunità rumena ha lo stesso diritto di accesso agli spazi degli italiani o di qualsiasi altra minoranza, etnica o religiosa».

I rumeni regolarmente censiti ad Asolo sono 660 e 30 sono i moldavi, su una popolazione di 9. 140 abitanti (dato aggiornato al 2018): più della metà degli stranieri e circa il 7% della popolazione complessiva. Gli ortodossi di Asolo, guidati da padre Julian Munteano – 36 anni, sposato, con due figli, in Italia dal 2010 – sono un punto di riferimento di un comprensorio che va da Castelfranco a Montebelluna: alle celebrazioni più importanti dell’anno liturgico raggiungono anche il migliaio di persone. Sono una comunità “visibile”, integrata, che collabora con le parrocchie di Asolo e Casella, con cui condividono anche alcune ricorrenze e, a volte, come la Pasqua di due anni fa, anche la chiesa. «Per noi avere una chiesa è fondamentale», spiega Padre Julian, «i padri per venire qui, vent’anni fa hanno attraversato mezza Europa a piedi, dormendo nei boschi, ma i bambini sono nati qui e spesso non conoscono il rumeno: sono più stranieri in Romania».

Sono molte le voci che girano in paese, alcune completamente infondate, come la realizzazione della chiesa ortodossa, al posto della chiesa del Lauro, in rovina, e qualche commento malevolo ha trovato il suo spazio nei social, «ma penso di parlare per molti», conclude il prevosto di Asolo, don Giacomo Lorenzon «Abbiamo rapporti di stima reciproca e sarei davvero felice se la comunità riuscisse a realizzare questo desiderio a cui tiene molto». —

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