Chiesa ancora chiusa, servono 270 mila euro
Miane, tetto e fondamenta sempre più rovinati. La raccolta dei fondi stenta a decollare

La chiesa di Miane è chiusa ai fedeli dal dicembre del 2008
MIANE.
Le piogge della scorsa settimana hanno ancor più minato l'integrità del tetto e della fondamenta della chiesa di Miane. Appare lontano l'obiettivo, intanto, dei 400 mila euro in contanti per partire con la ristrutturazione dell'edificio religioso, chiuso dal dicembre 2008 dopo il crollo di alcuni calcinacci dal soffitto. Al momento poche possibilità di recuperare soldi.
Nonostante la vitalità manifestata dal nuovo consiglio parrocchiale per gli affari economici, il parroco don Maurizio Dassiè non nasconde la delusione per una raccolta di denaro pro chiesa che stenta a decollare. Ad oggi la parrocchia della Beata Natività della Vergine Maria può contare su circa 130 mila euro, derivanti per lo più da libere donazioni, offerte per i funerali e dai soldi raccolti con la sagra della Madonna del Carmine o da altre iniziative come le cene benefiche. Ma l'obiettivo appare lontano, anche considerando i recenti contributi approvati dalla Conferenza episcopale italiana e dalla Regione. «Io non demordo - dichiara il parroco di Miane - se la comunità non risponde secondo le attese, vorrà dire che penserò a qualche altra forma di solidarietà, magari allargata a tutta la Diocesi vittoriese. Non nego che l'ostacolo maggiore sia il rapporto tra una grande chiesa e una piccola comunità, ma dobbiamo superare questa situazione. A fronte di uno degli edifici religiosi più grandi della diocesi di Vittorio, con i suoi 3.700 metri quadrati e altezze massime di 22 metri, la parrocchia di Miane conta infatti su appena 1.800 anime. Poche per pensare in grande e ridare alla chiesa quello splendore che aveva permesso a monsignor Sigismondo Brandolini Rota di diventare vescovo di Ceneda. «Ammetto che con il nuovo consiglio parrocchiale per gli affari economici è cambiato l'approccio alla questione, ora molto più pratico e professionale - continua don Maurizio - ma, al momento, l'obiettivo, dei 400 mila euro resta lontano. Specie considerando che i 229 mila euro concessi dalla Cei, attraverso l'otto per mille, arriveranno solo per metà subito e per metà a fine lavori. Gli stessi 250 mila euro stanziati dalla Regione arriveranno solo alla conclusione dei lavori. La parrocchia sta, comunque, lavorando all'ipotesi di economizzare il progetto elaborato dall'architetto Fabio Nassuato, ridimensionando il primo stralcio funzionale. Anche perché le recenti piogge hanno aggravato le condizioni della chiesa. Il nostro augurio, quando metteremo le mani su tetto e sottotetto, è quello di trovare quello che ci aspettiamo. In questo senso speriamo di riaprire la chiesa per il Natale 2012 - chiude il parroco - anche perché andare avanti così significa perdere il senso di comunità. Basti pensare il fatto che i funerali che si celebrano a Campea, Premaor o Follina e gli anziani non vi possono partecipare». Don Maurizio ha attivato anche un sito della parrocchia.
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