Castelfranco: video hard, tre minorenni a processo

Avevano filmato e diffuso un filmato di sesso con una coetanea. Devono rispondere di violenza sessuale aggravata
Hands texting on cell phone --- Image by © W2 Photography/Corbis
Hands texting on cell phone --- Image by © W2 Photography/Corbis

CASTELFRANCO. Violenza sessuale aggravata e diffusione di materiale pedopornografico. Con queste accuse verranno processati al Tribunale dei Minori i tre ragazzini che avevano filmato e diffuso via Whatsapp una loro coetanea, all’epoca appena tredicenne, mentre aveva un rapporto orale con due di loro. I carabinieri della compagnia di Castelfranco, che avevano condotto le indagini, avevano stimato in più di un migliaio le condivisioni di quel filmato. Il processo al Tribunale dei Minori si aprirà il prossimo maggio.

Era stata una vicenda che aveva molto colpito l’opinione pubblica per la giovane età delle persone coinvolte. La ragazzina, ingenuamente pensando che si trattasse di un semplice gioco, si era fatta filmare mentre aveva un rapporto orale con due ragazzini poco più grandi di lei in un garage, mentre un terzo faceva il “palo”. Il video in breve tempo era diventato virale e secondo la psicologa Silvia Piccolo (assistita dal neuropsichiatra Giovanni Consolaro, entrambi nominati dal giudice) la ragazza si trovava in uno stato di inferiorità psico-fisica.

Un elemento che era emerso nel corso dell'incidente probatorio che si era tenuto Venezia e aveva reso ancora più gravi le posizioni dei tre minorenni (di 14 e 15 anni) indagati e ora imputati. Sono tutti e tre di Castelfranco, chiamati a difendersi per aver “postato” su Whatsapp il video del rapporto (sesso orale) con la coetanea. Comportamento che è costato ai tre minori l'accusa di diffusione di materiale pedopornografico. Sono indagati anche per il reato di violenza sessuale. Un reato confermato dai risultati della perizia dell’incidente probatorio.

Per legge infatti è possibile contestare la violenza sessuale (per rapporti tra minori) solo in caso di deficit psicofisico. Confermato poi dalla psicologa incaricata a seguito del colloquio con la vittima. Il filmato hard era stato condiviso da migliaia di persone, fino a quando venne però visto da un cugino della baby vittima che avvisò il padre della ragazzina che a sua volta fece scattare l'indagine.

Secondo una prima ricostruzione due minorenni avrebbero «approfittato sessualmente» della tredicenne, mentre il terzo indagato «faceva da palo». Ora tutti e tre sono stati rinviati a giudizio per diffusione di materiale pedopornografico e violenza sessuale aggravata. I genitori della giovane vittima, rappresentati dall’avvocato Eva Liberalato, si costituiranno parte civile. Subito dopo il fatto diffusero un appello affinchè il video venisse rimosso dalla rete. Almeno un migliaio di persone però l'aveva già condiviso attraverso whatsapp. A maggio si aprirà il processo.

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