«Pasti freddi e insufficienti»: a Castelfranco genitori contro la mensa

Le famiglie pronte allo sciopero: «Portiamo i figli a casa durante il pranzo». La vicesindaca Marica Galante pronta ad incontrare i genitori: «Sono a disposizione»

Davide Nordio
Bambini in una mensa scolastica
Bambini in una mensa scolastica

Nonostante le lamentale, non sembra essere cambiato nulla nel servizio mensa scolastica a Castelfranco: a riferirlo più di qualche genitore che ora sta pensando di fare “sciopero”, ovvero portarsi a casa i figli per il pranzo e riportarli a scuola per il rientro pomeridiano. «Non vediamo alternative», sostengono le famiglie che già avevano segnalato i problemi nelle mense a ottobre scorso e successivamente il 29 novembre.

Sprechi e qualità

«Anche alla ripresa delle lezioni dopo le vacanze natalizie, i problemi permangono: le porzioni sono scarse e poco appetibili e i bambini tornano a casa affamati. Diversi di loro infatti non consumano il pasto, che, utile ricordarlo, costa 4,60 euro a testa: c’è qualcuno che mangia solo un frutto e il pane, a volte intere teglie vengono buttate via. Uno spreco per niente educativo. Non chiediamo la luna: ma una maggior attenzione per risolvere un problema che si trascina da mesi e magari un maggior ascolto anche alle preferenze dei bimbi, ovviamente nel rispetto delle tabelle nutrizionali per una corretta alimentazione delle diverse fasce d’età. Capita inoltre che quando vengono serviti piatti graditi, il bis venga negato, con diverse giustificazioni. E non è successo solo una volta».

Pasti freddi

Poco prima di Natale la goccia che ha fatto traboccare il vaso: un primo in brodo è stato servito freddo. I genitori poi lamentano il fatto che non possono sopperire ai pasti a scuola: «È vietato consumare a pranzo alimenti portati da casa».

Ad essere sotto accusa è la gestione del servizio, affidato dal comune nel 2023 a Cirfood, con scadenza al 31 agosto 2026. Nei giorni scorsi la protesta stava poi per acutizzarsi perché pareva che il costo dei pasti dovesse subire un aumento, senza alcun preavviso alle famiglie. L’allarme era scattato da una delibera di giunta dove però si faceva riferimento all’adeguamento Istat, previsto dal contratto: «Non ci sarà nessun aumento» assicura la vicesindaca Marica Galante con delega all’Istruzione, «l’adeguamento sarà interamente a carico del Comune ed è un segnale di attenzione verso le famiglie».

Il pasto ora costerà 5,27 euro (ma le famiglie pagheranno sempre 4,60) e si prevede un aumento dei pasti distribuiti per arrivare a quota ventimila negli asili, 95 mila alle elementare e ottomila alle medie per il primo semestre.

L’incontro con il Comune

In occasione della precisazione, la vicesindaco Galante interviene anche sulle lamentele rese note dalle famiglie: «Le segnalazioni non sono arrivate alla mia attenzione e verificheremo perché. È anche vero che non ne ho ricevute da altri canali, anche quelli preposti al controllo del servizio. In ogni caso, come ho già detto prima delle feste, a breve ci sarà il previsto tavolo di confronto dopo un periodo di sperimentazione del servizio. Al di là di questo sono a disposizione di chi segnala le problematiche per capire e prenderne atto». Un’occasione presa al volo dai genitori che hanno già chiesto al comune «un incontro costruttivo al fine di confrontarci sulla questione». 

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